POLITICA E POTERE
Nuova sede del Territorio, il PPD interroga il Governo: “Condizioni che gridano vendetta al cielo!”
Dopo la testimonianza di alcuni impiegati dello stabile “da brivido”, Dadò, Jelmini e Passalia, chiedono conto “del clima di lavoro venutosi a creare in un edificio costato milioni e indicato come modello di architettura sostenibile”

BELLINZONA – Il nuovo stabile del Dipartimento del Territorio (SA3), definito da “brivido” da chi vi lavora, è ora al centro di una interrogazione. Il capogruppo PPD Fiorenzo Dadò, insieme ai colleghi Lorenzo Jelmini e Marco Passalia, ha infatti scritto al Consiglio di Stato per chieder conto “del clima di lavoro venutosi a creare in un edificio costato ai contribuenti una quarantina di milioni e indicato come modello di architettura sostenibile” e di cosa intenda fare per porvi rimedio.

“A dispetto delle dichiarazioni ufficiali – scrivono i tre interpellanti al governo –, che parlano di “un ottimo esempio di architettura sostenibile”, l’edificio, realizzato e certificato secondo i criteri ecologi Minergie, sembrerebbe mostrare parecchie pecche. Almeno stando alla testimonianza di chi ci lavora dal mese di novembre 2013”.

Infatti martedì scorso, in seguito alla pubblicazione di una lettera inviataci da alcuni funzionari cantonali impiegati al SA3 per denunciare la situazione, sono venute alla luce tutte le ‘pecche’ di uno stabile presentato come vanto e punta di diamante dell’architettura sostenibile (vedi articolo allegato). Ambiente di lavoro ermetico, privo di luce naturale e con finestre sigillate e un impianto di aereazione non funzionante che arriva a far registrare temperature ‘tropicali’ sono fra le tante magagne che costringono gli impiegati a “condizioni di lavoro insostenibili” e ad arrangiarsi alla bell’è meglio portandosi ventilatori e lampade da casa.

"Alla luce di queste preoccupanti contestazioni – si legge nell’interrogazione –, che se confermate gridano vendetta al cielo”, il trio chiede al Governo:

“È al corrente della situazione e del clima di lavoro venutosi a creare in un edificio costato ai contribuenti una quarantina di milioni e indicato come modello di architettura sostenibile? Conferma i problemi e i disagi elencati dai dipendenti? Se sì, cosa intende fare per porre rimedio ai problemi e ai disagi denunciati nella lettera inviata da alcuni funzionari?”

E ancora: “Il Consiglio di Stato ritiene che vi siano delle responsabilità da parte dei progettisti o da chi per conto del Cantone (Sezione della Logistica e Dipartimento del Territorio) ha gestito la realizzazione del progetto? Vista la grave situazione denunciata, quando pensa il Governo di aprire un’inchiesta per stabilire innanzitutto la veridicità di quanto riportato nelle lettera e quindi, se confermata, le eventuali responsabilità personali di chi l’ha costruito, progettato e diretto i lavori di costruzione, nonché eventuali sanzioni e risarcimento danni?

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