Il presidente dei liberali Phlipp Müller contesta inoltre l'attuale presenza in governo di una rappresentante del Partito Borghese democratico (PBD), la consigliera federale Eveline Widmer-Schlumpf
BERNA - È incominciata con un anno e mezzo d'anticipo la campagna elettorale per le elezioni federali del 2015. A dare il "la" è stato il presidente del PLR Philipp Müller il quale, in un'intervista concessa al domenicale "SonntagsBlick", non nasconde le ambizioni della sua formazione politica: scavalcare il Partito socialista nelle preferenze, mantenendo così i due seggi in Consiglio federale. Müller contesta inoltre l'attuale presenza in governo di una rappresentante del Partito Borghese democratico (PBD), la consigliera federale Eveline Widmer-Schlumpf.
"Se dovessimo diventare la seconda forza politica del Paese (dopo l'UDC, n.d.r), avremmo senz'altro diritto a due seggi nel Consiglio federale", ha dichiarato Müller al settimanale. "Ciò vale tuttavia anche se dovessimo confermarci quale terzo partito a livello federale dopo il PS", ha puntualizzato il consigliere nazionale argoviese, facendo riferimento alla vecchia "formula magica" per la ripartizione dei seggi nell'esecutivo.
Quest'ultima prevede due scranni per le tre maggiori forze politiche, ossia UDC, PS e PLR, e un seggio per il quarto partito. Ciò significa che "il seggio del PBD appartiene all'UDC", ha sottolineato Müller.
Negli ultimi tempi - ha argomentato - è diventato palese che i dossier presentati in parlamento da una consigliera federale senza un gruppo parlamentare solido alle spalle rischiano sovente la bocciatura.
E gli esempi non mancano, secondo Müller. Questi ha citato la "Lex USA" respinta lo scorso giugno dal Consiglio nazionale, il contestato accordo sulle successioni con la Francia (traballante, n.d.r), il programma di risparmi da 700 milioni di franchi rinviato al mittente. Tutti questi dossier sono stati presentati dalla ministra delle finanze grigionese Eveline Widmer-Schlumpf. "Senza un gruppo parlamentare forte cui appoggiarsi è impossibile governare", ha sentenziato Müller.
Per il presidente del PLR è inoltre fuori discussione che il suo partito ceda un seggio in governo a favore di un'unione o gruppo parlamentare comune tra PPD e PBD, come prospettato da alcuni. "Un tale scenario sarebbe possibile solo se PPD e PBD dovessero fondersi e questo nuovo partito diventare la terza forza politica del Paese", ha sottolineato Müller al domenicale.
Müller ha ammesso che l'obiettivo si superare il PS è assai ambizioso. Nelle elezioni del 2011, il PS ha ottenuto il 18,7% dei consensi, mentre il PLR il 15,1%. Tuttavia, ha detto, "assieme alla mia squadra voglio fare in modo che l'impossibile diventi possibile".
A detta di Müller, il PS si è indebolito. Il presidente dei socialisti Christian Levrat non si è schierato apertamente per la libera circolazione delle persone vista la sua attività di sindacalista. Per questo, ha spiegato Müller, Levrat è corresponsabile del sì popolare all'iniziativa dell'UDC contro l'immigrazione di massa accettata dal popolo lo scorso febbraio.
ATS