POLITICA E POTERE
Savoia show dopo la rielezione: "Ora la minoranza del partito sia leale o ne tragga le conseguenze"
Il coordinatore dei Verdi : "La maggioranza assoluta ha sostenuto la mia linea: è sufficiente per guidare il partito. Oggi in assemblea i nostri avversari hanno organizzato le truppe cammellate!". GUARDA LA VIDEOINTERVISTA

BELLINZONA - Il tempo di prendersi una boccata d'aria, per cominciare a smaltire un pomeriggio di alta tensione, che Sergio Savoia rilancia la sua sfida politica. Per lui, inutile nasconderlo, l'assemblea dei Verdi che lo ha rieletto coordinatore è stato un passaggio molto difficile. Sono state numerose le critiche giunte dalla sala contro la sua linea politica, i suoi toni, le sue fughe in avanti. Ma poi, per finire, nessuno ha osato sfidarlo per la leadership del partito. E 47 delegati su 82 gli hanno riconfermato la fiducia. 

Incassa la riconferma ora però si tratta di ripartire: come fare con un partito spaccato in due? "In due non direi. Il partito - risponde Savoia nella videointervista concessa a Liberatv a margine dell'assemblea - si è pronunciato con una maggioranza assoluta a mio favore e, soprattutto, della mia linea politica. E questo dopo un dibattito complesso dove il comitato cantonale ha chiesto tanto al partito, chiedendogli aderire a una votazione che è stata per noi difficile. Quando abbiamo deciso di sostener l'iniziativa dell'UDC sapevamo che ci sarebbe stato un prezzo politico da pagare, soprattutto per me che sono quello più in vista".

"Vista la situazione, quindi, e considerato che i nostri avversari, come è legittimo fare in politica, si sono organizzati con le truppe cammellate per venire a questa assemblee, è un risultato che mi soddisfa, sono contento. La maggioranza assoluta è sufficiente per guidare il partito".

Truppe cammellate? A chi si riferisce?
"Ci sono sicuramente persone che appartengono alla vecchia guardia dei Verdi - risponde Savoia - che hanno una visione del partito che, a loro avviso, deve essere ecologista puro e duro, piuttosto profilato nell'area di sinistra e  con un atteggiamento di repulsione totale verso la Lega. È la parte del partito che guarda all'indietro. Noi non solo dobbiamo guardare avanti ma dobbiamo anche capire che cosa i ticinesi chiedono a questo partito. Solo con un partito che si mette all'ascolto dei ticinesi potremo vincere le elezioni". 

Dopo le critiche ricevute oggi, cambierà atteggiamento? 
"Io non posso diventare una persona diversa da quello che sono. Il punto credo che non sia quello di cambiare tattica ma piuttosto quello passare più tempo con la ma famiglia politica. Greta ha parlato di piccoli aggiustamenti, facendo sostanzialmente un endorsement in mio favore: cambiare coordinatore sarebbe sbagliato, ha detto. Questo è un discorso ragionevole. Non penso mica di fare tutto giusto".

Le divisioni emerse oggi però sono sembrate piuttosto forti: non teme che non si siano risolte con il dibattito odierno e che possano riesplodere in campagna elettorale, creandovi un danno?
"Non lo so: non ho la sfera di cristallo. Penso che dipenderà dal senso di responsabilità di tutti. Credo però che bisogna dire molto chiaramente che se una minoranza non è in grado di essere leale nei confronti della maggioranza, quella minoranza deve decidere. Non siamo l'unico partito sulla piazza, ce ne sono tanti altri…Se questa minoranza saprà essere leale, dopo aver espresso le sue critiche e aver votato contro il coordinatore,  c'è posto per tutti. Certo che se farà dei giochetti, tipo alcuni di quelli che abbiamo visto oggi, credo che  allora sarà meglio che si traggano le conclusione che si devono trarre". 

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