Il presidente Ghisletta: "La posizione giudiziaria dell'avvocato Peran è incompatibile con la carica e danneggia l'immagine della Sezione PS di Lugano"

LUGANO – Il Partito socialista di Lugano torna sul caso penale che coinvolge l’avvocatessa Xenia Peran, rinviata a giudizio alle criminali per una serie di reati finanziari. Lo fa con una nota stampa firmata dal presidente Raoul Ghisletta, che annuncia la convocazione di un’assemblea straordinaria che si terrà giovedì 17 aprile alle 20 al Palazzo dei congressi. Ghisletta fa sapere di aver chiesto a Xenia Peran di dimettersi dalla Direzione del Partito e aggiunge di non aver ricevuto alcun riscontro entro il termine stabilito, che scadeva ieri.
“Lo scorso 3 aprile ho preso atto con grande sconcerto delle gravi imputazioni penali che hanno indotto il Ministero pubblico a rinviare a giudizio l’avvocato Xenia Peran – si legge nella nota di Ghisletta -. Nonostante quanto affermato dall'interessata nel suo fantasioso e irrispettoso comunicato del 4 aprile 2014, il PS Lugano non era a conoscenza di un’indagine in corso a suo carico, quando nell'inverno 2013 l’avvotessa Peran ha comunicato al PS di Lugano la sua disponibilità e il suo interesse ad una candidatura in Consiglio comunale e, successivamente nell'autunno 2013, a entrare a far parte della Direzione della Sezione PS Lugano”.
Pur ribadendo che vale la presunzione d'innocenza dovuta alle persone in attesa di giudizio, prosegue Ghisletta, “la posizione giudiziaria dell'avvocato Peran è incompatibile con la sua presenza nella Direzione del PS diLugano e danneggia l'immagine del PS Lugano. Per questo, dopo consultazione degli altri membri della Direzione, domenica 6 aprile le ho chiesto di rassegnare le dimissioni dalla carica entro lunedì 7 aprile ore 18. Trascorso invano questo termine, conformemente allo statuto del PS di Lugano, ho indetto un'assemblea straordinaria”.
L'assemblea ha come scopo di decidere la revoca e la sostituzione dell’avocatessa Peran nella Direzione del Partito. “La competenza decisionale sulla sconcertante vicenda sarà pertanto dell'assemblea, che si occuperà poi dalle 20.30 della posizione del PS di Lugano sul preventivo 2014”.
Con questo passo chiaro e rapido il PS Lugano dimostra con i fatti di prendere sul serio la questione dell'etica nella politica, in particolare per i suoi rappresentanti, conclude Ghisletta. “Contrariamente a chi si permette di denigrarci in modo sfacciato e tracotante tramite scritti di un membro di un esecutivo, che dovrebbe soprattutto tacere, visto quello che scrive sul Mattino e quello che succede tra le fila della Lega (ci riferiamo all'articolo del 6.4.14 a firma Lorenzo Quadri, municipale di Lugano), il PS Lugano intende affrontare rapidamente e risolvere democraticamente questo tipo di problemi”.
Il comunicato a cui si riferisce Ghisletta è in realtà un diritto di risposta inviato da Xenia Peran alle redazioni. Ma che liberatv ha deciso di non pubblicare in quella forma per i contenuti – da noi giudicati diffamatori – rivolti a diverse persone e istituzioni. Abbiamo chiesto all’avvocatessa Peran di inviarci un diritto di risposta pertinente a quanto pubblicato in merito al suo rinvio a giudizio, ma finora non abbiamo ricevuto nulla.
In ogni caso, il passo relativo a Ghisletta contenuto nella presa di posizione della signora Peran era il seguente: “Il signor Raoul Ghisletta presidente PS dichiara essere molto sconcertato dalla gravi accuse e richiesta di rinvio a giudizio di Xenia Peran da parte del Procuratore pubblico Paolo Bordoli (allorquando chi scrive non ha mai nascosto di avere da 4 anni un infame ed abusivo procedimento di cui ne ha parlato con Nenad Stojanovic proprio in occasione delle candidature) e fa finta di non sapere che Xenia Peran ha di recente denunciato proprio questo stesso Magistrato assieme al suo capo Procuratore generale John Noseda per gravi ipotesi di reato che i due Magistrati potrebbero aver commesso nell’ambito dell’inchiesta sull’omicidio dell’avvocato D.B., segnatamente per occultamento di prove e inquinamento di procedimento, favoreggiamento, ovvero sviamento di Giustizia, quando non corruzione in atti giudiziari”.
L’avvocatessa Peran sostiene infatti, in qualità di rappresentante della famgilia dell’avvocato B., che quest’ultimo non si è suicidato ma è stato ucciso.
Red