I ministri hanno lanciato l'appello su taglio dei sussidi e freno ai disavanzi, ma a difendere queste due misure sono rimasti solo PLR e PPD, oltre al Governo, diviso al proprio interno

BELLINZONA - Il Consiglio di Stato scende in campo in vista delle votazioni cantonali del 18 maggio. Il Governo si è presentato davanti alla stampa per difendere i tre temi su cui i ticinesi dovranno esprimersi: il taglio dei sussidi di cassa malati, la legge sul freno ai disavanzi e l'amnistia fiscale.
L'imbarazzo di Manuele Bertoli
Ad aprire la conferenza stampa il presidente Manuele Bertoli che, come è noto, è contrario a tutti e tre i provvedimenti, ma nel suo ruolo di "capo" dell'Esecutivo ha dovuto vestire i panni del cerimoniere. E a quello si è limitato, non celando un certo imbarazzo: "Il Governo - ha detto - ha deciso di iniziare una tradizione che avevamo in modo discontinuo in passato, riguardo alle votazioni popolari. Da questa votazione ogni volta che ci saranno temi cantonali sottoposti al giudizio delle urne, il Governo si presenterà davanti alla stampa e a questi incontri parteciperanno il presidente e i Consiglieri di Stato direttamente toccati dai dossier".
Sadis: "Sulle finanze cantonali dobbiamo mettere dei semafori"
Laura Sadis ha preso la parola per difendere innanzitutto la legge sul freno ai disavanzi: una riforma a cui tiene molto e che fissa nella Costituzione dei criteri di disciplina finanziaria, obbligando a mantenere i deficit in parametri ben stabiliti. Se i vincoli vengono violati Governo e Parlamento devono intervenire tagliando la spesa oppure alzando le imposte attraverso il moltiplicatore cantonale (ma per farlo servirà il sostegno dei due terzi del Gran Consiglio).
"Il Ticino - ha detto la ministra delle finanze - stranamente non dispone di nessuna norma di gestione finanziaria nella Costituzione. Il concetto fondamentale è quello della trasparenza: la politica deve dire come stanno i conti e motivare le proprie scelte indicando come calibrare le proprie proposte sulle entrate e sulle uscite. La nuova legge permetterà di migliorare la disciplina finanziaria, fissare le priorità del Cantone, limitare il trasferimento di oneri verso le future generazioni e i costi finanziari sostenuti dal Cantone. Dobbiamo posare dei semafori che inizino a segnalare l'arancione e il rosso ai politici, quando i disavanzi cominciano a farsi insostenibili".
"La politica - ha aggiunto Sadis - dice sempre che bisogna risanare i conti in due anni, e che i politici che non lo fanno sono degli imbecilli. Ma chi muove queste critiche sono gli stessi che sono restii a dotarsi di meccanismi che obbligano la politica a fare delle scelte. A chi ci attacca dicendo "questi ci mettono il moltiplicatore cantonale perché ci vogliono aumentare le imposte", dico che nel panorama svizzera siamo noi l'anomalia: solo il Ticino e il Vallese infatti non hanno il coefficiente di imposta. Non penso che tutti gli altri cantoni abbiano preso una via sbagliata e abbiano aumentato le imposte… il moltiplicatore cantonale inoltre fa parte della nostra cultura politica: nei comuni infatti lo conosciamo da tempo".
Beltraminelli sul taglio dei sussidi: "Una misura giusta e sostenibile"
A Paolo Beltraminelli il compito di difendere il contestatissimo taglio dei sussidi di cassa malati che porterà a un risparmio di 14 milioni: "Governare vuol dire resistere alle tentazioni e fare delle scelte non sempre popolari. La nostra scelta è assolutamente sostenibile e non va a intaccare i bisogni fondamentali della popolazione. Non è per niente un attentato alla socialità, piuttosto uno sforzo verso una socialità mirata e attenta ai bisogni dei cittadini. Proponiamo semplicemente di cambiare il premio medio di riferimento alle scelte che la popolazione ticinese già fa".
"Il premio medio attuale - ha aggiunto Beltraminelli - non è più rappresentativo delle scelte della popolazione. Oggi circa 130'000 ticinesi ricevono sussidi di cassa malati, tra ordinari e complementari: siamo il Cantone più generoso della Svizzera e lo resteremo anche dopo l'approvazione di questa misura. In 35'000 non saranno toccati dalla misura, una fascia importante verrà invece toccata, mentre 5'600 persone non avranno più diritto al sussidio: sono quelli con i redditi più alti".
"La misura proposta è equa, non incide sulle fasce più deboli, per chi è toccato é sostenibile, e potrebbe essere vantaggioso per chi si cerca una cassa malati più economica", ha concluso il ministro della sanità e della socialità.
Sadis sull''amnistia fiscale
Sadis ha infine ripreso la parola per dire due misure sull'amnistia: "Il fatto positivo di questa proposta è quello di far emergere dei capitali che altrimenti non emergerebbero e che in futuro saranno tassati. L'obbiettivo è quello di allargare il substrato fiscale. Inoltre una ventina di milioni ricavati dall'amnistia saranno investiti in un fondo cantonale per il lavoro".
La "mission impossible"
Ciò detto però il Governo ha di fronte una mission impossibile. Soprattutto per quanto riguarda la legge sul freno ai disavanzi e il taglio dei sussidi. A difendere queste due misure sono infatti rimasti solo due partiti, il PPD e il PLR, oltre al Consiglio di Stato, per altro diviso al suo interno. Come pensano di convincere i ticinesi?, è stato chiesto dai giornalisti durante le domande.
"Ognuno è responsabile dei propri ripensamenti - ha detto Sadis riferendosi alla Lega - ed è a loro che bisognerebbe fare questa domanda. Non a chi, come noi, difende con coerenza quanto deciso in Consiglio di Stato e in Gran Consiglio".
"Il mio Dipartimento - ha risposto Beltraminelli - deve gestire delle spese per circa oltre un miliardo e 300 milioni all'anno, in un settore sociosanitario che sta esplodendo. Uno dei motivi è l'invecchiamento delle popolazione. Se non si riesce a far passare una piccola misura come questa, che purtroppo viene vista come un attentato al sistama sociale, mi chiedo come faremo con le altre che sono decisamente più incisive".
AELLE