POLITICA E POTERE
Il pasticciaccio del Trenhotel, contrordine compagni! Il Tribunale ordina al Municipio di distribuire il materiale di voto
Il Tribunale amministrativo annulla con una super-provvisionale la decisione del Municipio di rinviare il voto sul referendum comunale. E il caso Trenhotel sfiora il paradossale

CHIASSO – Contrordine compagni! Referendum o non referendum, sul Trenhotel si deve votare. O quantomeno il Municipio di Chiasso deve distribuire agli elettori il materiale di voto. Lo ha deciso ieri il Tribunale amministrativo giudicando un ricorso inoltrato da una decina di consiglieri comunali di PPD, PS e Verdi. Il pasticcio, dunque, si complica e sfiora i confini del paradossale.

Il ricorso contestava la decisione presa nei giorni scorsi dal Municipio di annullare la votazione popolare - fissata per il 18 maggio - e la risoluzione del Consiglio comunale sul credito sottoposto al voto.
Ma il Tribunale amministrativo non ritiene legale la decisione del Municipio e, in attesa delle osservazioni (che sono state chieste allo stesso Municipio e al Dipartimento Istituzioni), ha ordinato in via super-provvisionale di stampare e distribuire tempestivamente il materiale di voto.

Il Trenhotel, contro il quale a Chiasso è stato lanciato il referendum a livello comunale, è uno dei progetti ticinesi legati all’Expo 2015 di Milano. Costerebbe 3 milioni e 200'000 franchi, 250'000 di quali dovrebbero arrivare dal Cantone.

Ma settimana scorsa la Lega ha annunciato il referendum contro il credito per l’Expo approvato dal Gran Consiglio, credito al cui interno figurano anche i 250'000 franchi per il Trenhotel. Allora il Municipio, seguendo le indicazioni di Lega e PLR, ha deciso di annullare la votazione popolare e di rimandare tutto il Consiglio comunale per una nuova discussione.

Il ragionamento è semplice: se la Lega raccoglierà le firme necessarie e nei prossimi mesi ci sarà il referendum contro il credito per l’Expo varato dal Gran Consiglio - e se i ticinesi lo accoglieranno -, a Chiasso verranno a mancare 250'000 franchi di contributo cantonale per il Trenhotel.
Quindi, meglio evitare quella spada di Damocle e annullare la votazione sul referendum comunale del 18 maggio. Da una parte la mossa del Municipio può essere politicamente logica, per evitare di impegnare i contribuenti di Chiasso con 250'000 franchi imprevisti. Dall’altra parte può sembrare un tentativo di uscire elegantemente dal ginepraio del Trenhotel, evitando anche il banco di prova della votazione popolare, che con l’aria di crisi che tira…

Basta che alla fine in tutto questo imbarazzante pasticcio non vi sia stata da parte di alcune forze politiche in campo l’intenzione di far saltare il tavolo di un progetto – il Trenhotel – appunto, che ha catalizzato più critiche che consensi popolari. Sia come sia, lo stesso Elio Genazzi, direttore della Sezione enti locali, aveva detto che la decisione del Municipio era un po’ azzardata e che sulla possibilità di revocare una risoluzione del Legislativo in presenza di un referendum c’è un vuoto giuridico. Infatti, il Tribunale amministrativo, ha ordinato la stampa e la distribuzione del materiale di voto.

Insomma, quasi certamente, alla luce della sentenza, si andrà a votare sul Trenhotel. Sta a vedere che posizione prenderà il Municipio nell'opuscolo che accompagnerà le schede. Raccomanderà di votare sì o di votare no?

emmebi

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