Il presidente del PS di Lugano spara a zero sul coordinatore e consigliere comunale leghista, e sul domenicale aggiunge: “Lo scandalo Girardi-Bignasca dà un tocco sconvolgente al quadro del mondo dei finanziamenti del Mattino”

LUGANO – “Il Mattino ha l’oro dei Girardi in bocca?”, questa la provocatoria domanda con cui il presidente del PS di Lugano Raoul Ghisletta apre il proprio commento di quanto emerso dalla pubblicazione, fatta oggi dal Caffè, della trascrizione delle conversazioni avvenute tra il direttore del Lumino’s Luigi Girardi e il coordinatore della Lega e consigliere comunale di Lugano Attilio Bignasca.
Ghisletta commenta i fatti e lo fa senza mezzi termini: spara a zero sul giornale del movimento di Monte Boglia e sul suo coordinatore, chiedendone le dimissioni e sottolineando come lo “scandalo Girardi-Bignasca dà un tocco sconvolgente al quadro del mondo dei finanziamenti del Mattino della domenica”. Ma ecco in quanto segue la presa di posizione integrale inviata dal presidente dei socialisti di Lugano.
Il Mattino ha l’oro dei Girardi in bocca?
Dopo lo scandalo del lavoro nero che ha coinvolto la neoprocuratrice Item, ecco che ne appare un altro tra i populisti nostrani. La conversazione tra il coordinatore della Lega, granconsigliere e capogruppo in Consiglio comunale Attilio Bignasca e il proprietario del locale a luci rosse Luigi Girardi, avvenuta il 24 maggio 2013 a Lugano in Via Monte Boglia, è infatti un vero scandalo, se confermata.
Nella conversazione pubblicata su Il caffè di questa domenica Bignasca si lascia convincere dalla promessa di versamenti da parte di Girardi al Mattino della domenica per il suo intervento presso il consigliere di Stato Gobbi, teso a favorire la trasformazione del locale a luci rosse di Girardi (Lumino’s) in centro d’accoglienza per richiedenti l’asilo. Gli stranieri vanno bene, purché permettano di far fare soldi agli sfruttatori nostrani di turno e di ottenere versamenti per il settimanale della Lega dei ticinesi!
Oltre a questo incontro ve ne sono stati altri tra Girardi e Bignasca, che quest’ultimo ha negato o minimizzato, mentendo spudoratamente. A questo punto ad Attilio Bignasca non rimane che togliere il disturbo dalle cariche politiche che occupa, indipendentemente dal fatto che quanto ha pattuito con Girardi sia penalmente rilevante (la trasformazione del Lumino’s in centro asilanti è abortita, per cui il versamento di soldi al Mattino non sembra sia avvenuto).
La questione è tuttavia etica: è inaccettabile che un parlamentare e consigliere comunale di Lugano si lasci trascinare in un simile discorso di scambio tra intercessione politica (tirare la giacca al consigliere di Stato di turno) e soldi per il giornale di partito, e per di più con il proprietario di un bordello. Mi chiedo poi con che credibilità Bignasca si permetta in data 14 aprile 2014 di sottoporre al Consiglio comunale di Lugano una mozione per aprire un’inchiesta amministrativa sul Dicastero Edilizia Pubblica in relazione all’appalto per la costruzione del LAC alla Comsa SA.
Le ombre sui finanziamenti del Mattino
Tutti in Ticino devono cominciare ad aprire gli occhi e a tirare le debite conseguenze. Anche le ditte oneste che fanno pubblicità sul Mattino della domenica accanto alle paginate di pubblicità provenienti dal mondo della prostituzione. Lo scandalo Girardi-Bignasca dà un tocco sconvolgente al quadro del mondo dei finanziamenti del Mattino della domenica.
Oltre alle ricorrenti pubblicità della Brico SA e della Pina Petroli SA, ho visto settimana scorsa sul Mattino anche una pagina intera di pubblicità della cooperativa Migros per i prodotti nostrani ticinesi. Ma queste ditte vogliono distruggere la loro immagine finanziando un giornale volgare, xenofobo, fascisteggiante, offensivo e sostenuto dai puttanieri?
Per non parlare delle solite pubblicità del Casinò di Lugano, società controllata in larga parte dalla Città di Lugano: in proposito cosa combina la Commissione della gestione della Città di Lugano sulla nostra mozione volta ad impedire le pubblicità della Città e delle sue aziende sui giornali politici? Le persone che hanno a cuore l’immagine del Canton Ticino e di Lugano, come pure i principi alla base della nostra democrazia (rispetto verso gli altri, educazione, confronto delle idee, razionalità, tolleranza), devono interrompere il finanziamento del Mattino. Che lo lascino ai Girardi ed accoliti!