POLITICA E POTERE
Gran Consiglio, Gianrico Corti è il nuovo presidente: "Mi ispiro a Lucio Quinzio Cincinnato"
Il deputato socialista eletto primo cittadino del Cantone. Nel discorso di insediamento parla delle prossime sfide politiche, si commuove ringraziando la moglie, e cita l'esempio del grande politico dell'antica Roma

BELLINZONA - Gianrico Corti è il nuvo primo cittadino del Cantone. Il deputato socialista è stato eletto oggi per acclamazione alla carica di presidente del Gran Consiglio, succedendo al liberale radicale Alessandro Del Bufalo. Il Parlamento ha anche proceduto alla nomina dei due vicepresidenti, ovvero i Gran Consiglieri che assumeranno la carica dopo Corti. Si tratta, nell'ordine, del pipidino Luca Pagani e del leghista Fabio Badasci. 

Docente di Scuola media, orientatore scolastico, giornalista della RSI, Gianrico Corti ha speso la propria carriera professionale nell'ambito della cultura, dell'informazione, della comunicazione. Membro del Partito Socialista da quasi mezzo secolo, Corti ha iniziato la propria carriera politica fra i Giovani Socialisti, fra i quali ha ricoperto anche incarichi di rilievo. Ha vissuto la politica a tutti i livelli: dal Comune di Lugano fino al Parlamento, nel quale è stato eletto nel 2007 ed è membro di parecchie Commissioni. 

"Fin dall’adolescenza - ha esordito nel suo discorso il nuovo presidente - mi ha colpito la figura di Lucio Quinzio Cincinnato, personaggio quasi leggendario della storia di Roma antica. I senatori andarono da lui, occupato nella cura del suo orticello, perché salvasse Roma da un’invasione. Assolto il suo compito, tornò al suo lavoro. Poteva approfittare degli onori e del potere. Non lo fece, privilegiò lo spirito di servizio alla comunità. Un insegnamento che, nel mio percorso, mi ha sempre accompagnato. Come oggi.

"Assumo questo compito - ha proseguito Corti - con tre sentimenti di gratitudine. Ringrazio il mio gruppo politico per avermi indicato a svolgere questa funzione. Partito socialista, al quale appartengo con serena convinzione dall’adolescenza, nella sua declinazione umanitaria e riformista. Collocazione che mi ha fatto apprezzare i valori di libertà, uguaglianza e solidarietà anche nel gesto quotidiano. Ringrazio la mia famiglia. Dedicarsi con intensità ma spassionatamente alla politica, nella stagione dell’attività professionale, come ora anche in quella del pensionamento, chiede tempo e ne toglie fatalmente agli affetti familiari. Poter contare sulla comprensione e sul paziente sostegno non è cosa da poco. Al centro di questo cerchio d’affetti, per tutti noi a casa, punto di riferimento essenziale, attenta ad ogni dettaglio con equilibrio, determinante quanto discreta, c’è Marisa, mia moglie (e qui, il neo presidente, non è riuscito a trattenere la commozione). Ringrazio per finire voi care colleghe e cari colleghi: la scelta non è mai un atto formale e un fatto scontato. Conto molto sulla vostra comprensione e sulla vostra collaborazione. Non dimentico, anche a nome vostro, di sottolineare la preziosa assistenza del nostro segretario generale Gionata Buzzini, accompagnato dall’esperienza di Jole Agostinetti e da Sergio Thoma in aula, come, accanto, da Marisa Morandi".

Quindi, Corti, ha affrontato alcuni temi politici: "Il Ticino, come altre realtà, è confrontato con difficili problemi finanziari, economici e del mondo del lavoro: è più facile la polemica e la frase ad effetto, ma sedersi tutti attorno ad un tavolo, ascoltarsi  davvero e guardarsi negli occhi è l’unica via per uscirne. E farsi capire e rispettare non solo a  Berna. Gli strumenti per farlo li abbiamo. La loro efficacia e alcuni segnali lo stanno a dimostrare.  Al Ticino non manca nulla per crescere: per salire servono meno comunità locali, ma forti e  davvero autonome. Il Piano cantonale delle aggregazioni è una formidabile occasione di  collaborazione con l’attività del Governo.  Il coraggio di aprire un nuovo percorso accademico, con la Facoltà di scienze biomediche, conferma e sottolinea la forza dell’investimento nella formazione. Da abbinare anche al consolidamento e allo sviluppo di iniziative economiche e di ricerca già presenti nel territorio, come pure a livello nazionale. Il Ticino ha tradizioni e valori: la recente legge di sostegno alla cultura non è solo un tetto protettivo di ciò che già esiste, ma è stimolo alla nostra creatività. Ognuno di noi ha il diritto, ma soprattutto il dovere di essere protagonista della nostra realtà. Dai ragazzi, che attendono il futuro, a chi come noi in questa aula, dalle piccole alle grandi decisioni, lo  stiamo affrontando e disegnando". 

 

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