POLITICA E POTERE
“Disdire l’accordo sui frontalieri è un atto dovuto. Signora Widmer-Schlumpf volere è potere. Mai sentito?”
L’UDC prende posizione sulle dichiarazioni rilasciate dalla ministra Widmer-Schlumpf al termine dell’incontro di ieri a Bellinzona: “Sono un dejà vu cui siamo da tempo abituati, ma che, non per questo, risultano meno stucchevoli e prive di fondamento"

LUGANO – “Disdire l'Accordo sull'imposizione dei frontalieri non avrebbe affatto conseguenze disastrose. Anzi sarebbe un atto dovuto non solo da un punto di vista politico, Ma anche sotto il profilo della decenza”. Così l’UDC prende posizione sulle dichiarazioni rilasciate dalla ministra Eveline Widmer-Schlumpf al termine dell’incontro avuto ieri a Bellinzona con Governo e parti sociali. Dichiarazioni che per l’UDC “sono un dejà vu cui siamo da tempo abituati, ma che, non per questo, risultano meno stucchevoli e prive di fondamento”.

Anzi, incalzano i democentristi, “fa specie sentire chi invita alla moderazione dei toni e del linguaggio - ma solo quando si tratta di prostrarsi davanti alla comunità internazionale - utilizzare vocaboli degni di un terrrorismo psicologico che non fa onore a un ministro della Confederazione elvetica. Peccato che le “conseguenze disastrose” vengano evocate solo quando fanno il gioco degli interessi del nostro Paese, ma siano ignorate quando Stati stranieri non rispettano i patti e mettono in pratica - loro sì - quel modus operandi “muscolare” che tanto abborrono la signora Widmer Schlumpf e la Consigliera di Stato, Laura Sadis”.  

“L’UDC Ticino – aggiungono – fa però presente alla ministra delle Finanze che un concetto sbagliato, anche se ripetuto a mo’ di mantra, non si trasforma in verità. Rimane sbagliato. E spiace costatare che ogni atto concreto in grado di mettere alle spalle al muro un Paese che si fa beffe di ogni norma e legge, venga respinto al mittente senza alcuna controproposta in grado di ottenere risultati. Del resto, è la realtà dei fatti che ci parla. La signora Widmer Schlumpf ha l’impressione che il - o meglio “i”-  governi italiani e le loro amministrazioni dimostrino atteggiamenti impeccabili? Che rispettino la parola? Che siano affidabili?”

E ancora: “Quante volte la firma per gli accordi fiscali con l’Italia è stata rimandata? Da quanti anni la Svizzera chiede a Roma di essere tolta dalla ormai celeberrima “black list”? Cosa hanno prodotto sino ad oggi le sviolinate che mandano in brodo di giuggiole il governo elvetico, ma lasciano indifferente quello italiano? Possibile non si capisca che bisogna cambiare atteggiamento? Volere è potere. Mai sentito?”

Disdire l'Accordo sull'imposizione dei frontalieri, conclude l’UDC, “non avrebbe affatto conseguenze disastrose. Ma sarebbe un atto dovuto  non solo da un punto di vista politico. Ma anche sotto il profilo della decenza”.

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