BELLINZONA - Continuano le scintille in casa PLR, dopo le dure critiche espresse dal presidente Rocco Cattaneo verso la Consigliera di Stato Laura Sadis, all'indomani dell'incontro con Eveline Widmer Schlumpf. Sadis, ricordiamo, si era schierato con la Consigliera Federale opponendosi alla disdetta dell'accordo sui frontalieri, richiesto a gran voce dal PLR. Oggi scende in campo a difesa della ministra Andrea Bersani, esponente di spicco dell'ala radicale ed ex vicepresidente. Bersani, dalle colonne della Regione, critica duramente Cattaneo: "Quando la vita, per una volta, non sembra eccessivamente complicata, ecco puntuale l’autogol, nello specifico rappresentato dall’infelice affermazione del presidente Plr secondo cui la propria consigliera di Stato, addirittura non seguirebbe la linea del partito. Ohibò, mi vien da pensare. Ho fatto parte per alcuni anni dell’Ufficio presidenziale e mai, che mi sovvenga, si è arrivati a licenziare a mezzo stampa affermazioni così nette verso un proprio rappresentante in governo. Questo, sostanzialmente, per almeno un paio di ragioni che, apparentemente, Rocco Cattaneo non ha considerato".Fatta la premessa Bersani entra nel merito: "La prima: la linea del partito (anche sul tema dei ristorni), almeno fino a quando vi saranno organismi all’interno dei quali si dibatte e si decide democraticamente, leggasi Direttiva, Comitato cantonale e Congresso, non è dettata dal solo presidente ed è concordata, nel limite del possibile, anche con chi siede in governo. Nemmeno mi risulta che nel programma sia previsto che si debba delegittimare il Consiglio federale o far prendere al governo decisioni che sfuggono alla competenza cantonale; e non mi pare che chi osi smarcarsi da ciò meriti ‘scomuniche’ ufficiali"."La seconda ragione - prosegue Bersani sulle colonne del quotidiano bellinzonese - : Laura Sadis, a differenza degli organi dirigenti del suo (e del mio) partito, è tenuta – come ha sempre dimostrato di saper fare con competenza e intelligenza – a decidere in base agli interessi della popolazione tutta, prima che in base a quelli elettorali. Ella è consigliera di Stato di tutti, a meno che non si pretenda di comprovare il contrario. Non vorrei risultare irriverente, ma non posso esimermi dall’affermare che una sana conta fino al dieci avrebbe permesso di evitare questa figuraccia, anche perché, se dietro queste affermazioni e la pressione sulla direttrice del Dfe a sapere se si ripresenterà ci fosse il disegno di provocare la sua rinuncia, sarebbe stato meglio dirlo apertamente alla diretta interessata, senza dover giungere a delegittimare lei e chi, a differenza del Presidente, la sostiene e la apprezza. Spero che ciò non sia chiedere troppo".