POLITICA E POTERE
Expo, consegnate 12mila 300 firme. Appello di Boris Bignasca a Zali e Gobbi: “Ascoltate la base!”
La Lega ha depositato questo pomeriggio le migliaia di sottoscrizioni al refendum raccolte. Il presidente dei giovani annuncia: “Siamo pronti al ricorso al Tribunale federale se il Governo non rispetterà la volontà popolare” GUARDA LE VIDEOINTERVISTE

BELLINZONA – Sono 12 mila 300 le firme consegnate nel primo pomeriggio alla Cancelleria dello stato. Dodicimila trecento sottoscrizioni raccolte dalla Lega per dire no al credito di 3,5 milioni per la partecipazione del Ticino all’Expo di Milano.

Ma come sappiamo su questo vero e proprio caso politico a regnare è l’incertezza. Il Governo infatti sembra pronto, la decisione arriverà domani, a stanziare un credito di circa un milione e mezzo per finanziare i progetti che il nostro Cantone ha in ballo con Confederazione e Cantoni gottardisti. Una proposta, quella governativa, che qualora venisse effettivamente attuata di fatto aggirerebbe il referendum, la cui data di voto è già stata fissata per il 28 settembre prossimo.

Prospettiva che non piace neanche un po’ ai leghisti, che appellandosi alle migliaia di firme raccolte e alla salvaguardia dei diritti popolari invitano con forza il Governo a non intraprendere questa via. “Bisogna votare, il popolo deve decidere se spendere i soldi per Expo oppure no. Il governo ne stia fuori”, questo è il messaggio che i leghisti hanno voluto lanciare al momento della raccolta firme.

Il presidente dei giovani leghisti Boris Bignasca, ringraziando tutti quanti hanno sottoscritto il referendum e lavorato per la sua riuscita, ha voluto lanciare un appello anche ai ministri leghisti Claudio Zali e Norman Gobbi, finora schierati sulla posizione governativa: “Zali e Gobbi – ha detto Bignasca – prima di decidere tengano conto di queste 12 mila 300 firme e ascoltino la voce della base della Lega”.

Il presidente dei giovani leghisti ha poi anche annunciato l’intenzione di presentare ricorso al Tribunale federale qualora il Governo dovesse prendere la decisione tanto indigesta alla Lega.

Dal canto suo il capogruppo Daniele Caverzasio ha ribadito: “La decisione a questo punto spetta solo al popolo. Non c’è più spazio per nessuna trattativa”. E sulla possibilità che i ministri leghisti seguano il movimento si è mostrato fiducioso: “Sono persone intelligenti e sanno quando è il caso di essere collegiali e quando no”.

AELLE

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