Edoardo Cappelletti, insieme ai Consiglieri comunali PS, una pipidina e un Verde, interroga il Municipio sul ruolo dei volontari entrati in azione in febbraio: “Rischio di legittimare una forma di sicurezza svincolata da qualsivoglia mandato pubblico”

LUGANO – Da qualche tempo per Lugano si aggirano i City Angels, volontari in divisa che dovrebbero avere una funzione di controllo e aiuto alla cittadinanza. Una presenza che però non piace a tutti, o che perlomeno solleva qualche dubbio sui compiti e il ruolo che questi “agenti” dovrebbero svolgere e avere.
Il PS, il Partito comunista, la consigliera comunale Ppd Sara Beretta Piccoli e il cugino Verde Gerri Beretta Piccoli interrogano pertanto il Municipio proprio sul tema, primo firmatario Edoardo Cappelletti. Si inizia da una breve premessa che, in prima battuta, riconosce il disagio sociale in aumento, ma sottolinea in seguito anche come fenomeni legati al malessere giovanile, alle dipendenze, alla marginalizzazione dell’individuo e alla microcriminalità debbano essere perseguiti in modo mirato e cosciente, e soprattutto con un indirizzo strategico mirato, che presuppone un chiaro mandato istituzionale, come quelli attribuiti alla giustizia e alla polizia.
Fatti
“In data 17 febbraio 2014 – si legge nel comunicato – sono entrati in servizio sul territorio di Lugano i primi 17 City Angels, volontari dell’omonima associazione sorta in Italia nel 1994. Quest’ultima, che secondo le dichiarazioni del fondatore Mario Furlan aveva espresso già due anni fa la volontà di approdare in città, dopo un’iniziale esitazione ha ottenuto l’avallo da parte del Municipio.”
“A seguito di una formazione tenutasi nell’arco di due giorni – prosegue la nota –, i City Angels sono da allora presenti sulle strade cittadine. Benché la finalità dell’associazione consista nel prestare assistenza ai più bisognosi, definirne con precisione i contorni operativi parrebbe un compito arduo anche per lo stesso Furlan, il quale ha infatti dichiarato che: ‘’ogni città ha esigenze diverse e noi facciamo un po’ di tutto; in parole povere, facciamo quello che serve’’. Stando a una recente nota diffusa dall’associazione, evinciamo peraltro che le prime azioni dei City Angels hanno toccato circostanze complesse quali ad esempio lo spaccio.
Considerazioni
Arrivano infine anche le critiche e i dubbi da parte degli interroganti, che auspicano una maggiore chiarezza dei ruoli e ipotizzano il rischio di ‘militarizzazione’: “L’incondizionata accoglienza riservata ai City Angels, la cui attività, oltre ad essere indistintamente ampia e poco chiara, è in ultima analisi riconducibile a quella svolta dalle ronde, arrischia di creare precedenti per fenomeni ancor più invadenti dello spazio pubblico. Legittimare la presenza di tali formazioni comporterebbe inoltre un’accresciuta ‘‘militarizzazione’’ del territorio, la cui gestione dovrebbe essere invero affidata all’ente pubblico. Con quest’ultimo si renderebbe quindi necessario intavolare una discussione volta a fissare i margini operativi dell’associazione, che a detta di Giuseppe Modica, presidente dei City Angels in Svizzera, non sarebbe però ancora avvenuta in termini pienamente formali.”
“Considerato che Lugano si attesta fra le città più sicure di tutta la Svizzera – continua il comunicato –, il presidio in divisa dei City Angels rappresenta anche un potenziale fattore di crescita dell’insicurezza soggettiva nella popolazione; conseguentemente, l’effettiva utilità degli stessi ne risulta considerevolmente ridotta.”
“In relazione ai problemi legati alla strada – conclude il comunicato -, per contro, dovrebbero essere cercate risposte tese alla loro prevenzione, gestione e risoluzione. Sulla scorta del lavoro svolto in seno alla Commissione intercomunale per la prevenzione, così come anche dalla Città di Lugano relativamente agli operatori di prossimità, andrebbe quindi colta l’opportunità per rafforzare un intervento sociale strutturato e di lungo periodo; un approccio inserito in una rete di servizi e una chiara strategia, che riesca ad avvicinare i soggetti più deboli per accompagnarli e sostenerli nelle rispettive difficoltà”
Gli interroganti chiedono pertanto al Municipio:
“1. quali rapporti sono intercorsi ad oggi fra le autorità comunali, gli enti preposti alla sicurezza del territorio e i City Angels, inerentemente alla presenza degli stessi nello spazio pubblico? Segnatamente, quali elementi sono emersi circa i margini operativi dell’associazione, le sue qualifiche e le sue relazioni con le istituzioni?
2. Vi è inoltre stata, da parte delle autorità, una presa di contatto con la Polizia Comunale prima che l’entrata in servizio dei City Angels venisse avallata dal Municipio? In caso contrario, non sarebbe risultato opportuno prendere coscienza delle valutazioni preventivamente espresse dalla PolCom?
3. Alla luce di quanto sopra, come intende porsi il Municipio rispetto alle preoccupazioni concernenti il rischio di legittimare una forma di sicurezza svincolata da qualsivoglia mandato pubblico e di creare precedenti per la formazione di analoghe associazioni?
4. Conseguentemente, non si ritengono dannosi gli interventi dei City Angels implicanti fenomeni che, data la loro delicatezza (es.: spaccio, disagio giovanile, ecc.), andrebbero invece affrontati dai relativi organi istituzionali? In caso affermativo, quali misure intende prendere il Municipio onde evitare che tali occasioni abbiano a replicarsi?
5. Posto che in molteplici località italiane l’ente pubblico corrisponde ai City Angels una retribuzione a fronte del servizio offerto, è già stato sollecitato e come reputa il Municipio l’eventualità di muoversi in questa direzione?
6. Quali passi intende muovere il Municipio per implementare, quale risposta ai contesti di fragilità registrati dal tessuto urbano, l’approccio di prossimità? Come viene considerata, in questo senso, la possibilità di incoraggiare una regionalizzazione dell’operato grazie al coinvolgimento dei comuni limitrofi?”
red