POLITICA E POTERE
Locarno, Cotti se la prende con Pontiggia: “Accuse basate sul sentito dire, se questo è giornalismo…”
Dura critica del municipale all’editoriale del condirettore del CdT: “Oltre a dialogare con Carla Speziali in occasione dei pranzi fra amici – cosa evidentemente legittima – potrebbe per esempio confrontarsi con gli altri membri del Municipio di Locarno”

LOCARNO - “Fabio Pontiggia mi accusa di avere provocato tensioni nei rapporti all’interno del Municipio, e un presunto disagio nei colleghi. Un’accusa che – sembra incredibile, per il direttore in pectore del più letto quotidiano del Cantone – è basata sul sentito dire («C’è chi sostiene»), uno strumento che sta al buon giornalismo come la kriptonite a Superman.” Firmato Giuseppe Cotti, municipale PPD. 

Negli scorsi giorni infatti, più precisamente il 7 giugno, il condirettore del Corriere del Ticino ha firmato un editoriale intitolato “Malavitosi, prostituzione e politici”, dove tornava sul caso Lumino’s e il ruolo del deputato leghista Silvano Bergonzoli, ma anche sul conflitto d’interessi che costringe Cotti ad uscire dal gremio cittadino quando si discute della licenza edilizia di un postribolo richiesta dalla My Friends, patrocinata dal fratello del municipale. E le accuse non si fermano qui, si parla infatti anche di un clima poco sereno sulle sponde del Verbano. 

Accuse che il municipale pipidino rispedisce senza mezze misure al mittente, con una presa di posizione che pubblichiamo di seguito integralmente.

di Giuseppe Cotti

Il condirettore del Corriere del Ticino Fabio Pontiggia ha deciso di dedicarmi la sua attenzione, in un editoriale apparso sul Corriere del Ticino del 7 giugno scorso e intitolato Malavitosi, prostituzione e politici. Dopo avere ripercorso il caso Lumino’s e la posizione di Silvano Bergonzoli, il giornalista mette in discussione la mia posizione in questo passaggio:

“Un caso del tutto diverso, che si mantiene entro i limiti della piena legalità. E’ quello del municipale del PPD Giuseppe Cotti, contitolare dello studio legale in cui opera il fratello, patrocinatore degli interessi della società My Friends, impegnata nella vertenza per l’ottenimento della licenza (negata dal Municipio) per un postribolo in territorio locarnese. Il municipale si è sempre correttamente allontanato dalla sala quando il Municipio in cui siede ha affrontato in seduta il dossier (che divide l’Esecutivo). E’ però evidente che questa situazione crei disagio nei colleghi. Tutto legale, giova ripetere, ma altamente inopportuno. C’è chi sostiene che le tensioni interne al Municipio di Locarno derivino anche da queste situazioni. Non sappiamo se ciò corrisponda al vero, ma il solo fatto che lo si pensi è sintomatico.”

Sorvoliamo pure sulla circostanza, omessa dal giornalista, che mio fratello ha assunto il mandato di patrocinio della My Friends quando ancora non sedevo nel Municipio di Locarno, e che la procedura edilizia è iniziata ben prima che entrassi in Municipio. E sorvoliamo anche sulla circostanza che non sono contitolare dello studio legale. Ma lasciamo soprattutto giudicare chi legge se la mia posizione sia davvero «altamente inopportuna» (Quale posizione poi? Quella di lasciare la sala dell’esecutivo quando il Municipio ha discusso il dossier?). Correttamente non ho ancora espresso la mia posizione sul complesso e spinoso tema della gestione della prostituzione in Ticino, tema che molti evitano di affrontare. Lo farò. Mi limito per ora ad osservare che chi può e deve legiferare in materia, ossia Cantone e Confederazione, risultano assai latitanti sul tema.

La cosa più sorprendente dell’editoriale del 7 giugno – una cosa che invece intendo commentare oggi – è il modo in cui Fabio Pontiggia mi accusa di avere provocato tensioni nei rapporti all’interno del Municipio, e un presunto disagio nei colleghi. Un’accusa che – sembra incredibile, per il direttore in pectore del più letto quotidiano del Cantone – è basata sul sentito dire («C’è chi sostiene»), uno strumento che sta al buon giornalismo come la kriptonite a Superman.

Mi permetto di suggerire al condirettore del CdT di allargare le proprie fonti: oltre a dialogare con Carla Speziali in occasione dei pranzi fra amici – cosa evidentemente legittima – potrebbe per esempio confrontarsi con gli altri membri del Municipio di Locarno. Le tensioni che vi sono state all’interno dell’Esecutivo hanno ben altra origine rispetto a quanto indicano le dicerie riportate da Pontiggia nel suo articolo, non ultima la nota vicenda degli appalti, sulla quale una certa classe dirigente fa ancora fatica ad assumersi le proprie responsabilità.

Non mi stancherò di ricordare agli smemorati – come il condirettore del CdT – che per anni a Locarno non è stata applicata correttamente una legge, quella sulle commesse pubbliche, e che in gioco vi erano importi che complessivamente superavano il milione di franchi ogni anno, se consideriamo i diversi appalti non messi a concorso. Oggi, grazie ai diversi concorsi, il Comune ha potuto risparmiare centinaia di migliaia di franchi. Non è forse possibile che le tensioni derivino soprattutto da questa situazione «altamente inopportuna» che l’attuale Municipio ha ereditato dal passato e che responsabilmente sta cercando di risolvere?

Al giorno d’oggi, però, è forse chiedere troppo un confronto sui fatti e una verifica delle fonti prima di scrivere un articolo. Anche perché, nel caso specifico, un sereno esame della situazione potrebbe rivelare qualche sorpresa sull’origine e la natura dei dissidi municipali a Locarno. Ma capisco che Pontiggia non intenda farsi troppo sorprendere. Potrebbero infatti emergere delle scomode verità rispetto alla posizione da tempo assunta dal suo giornale in relazione alla situazione politica di Locarno.

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