POLITICA E POTERE
Lanciata la campagna per l’iniziativa “Aiutiamo le scuole comunali". Sostegno trasversale dalle associazioni
Presentata nel pomeriggio in conferenza stampa la campagna a favore dell’iniziativa che chiede più mense, più doposcuola e più sezioni di scuola dell’infanzia, oltre a classi meno numerose e maggiore sostegno pedagogico

BELLINZONA – “Aiutiamo le scuole comunali. Per il futuro dei nostri ragazzi". È questo il titolo dato all’iniziativa, che risale al 2009, ma che non ha superato lo scoglio parlamentare e andrà pertanto in consultazione popolare in autunno. 

Oggi pomeriggio il Comitato degli iniziativisti, guidato dal primo firmatario Raoul Ghisletta, ha presentato la campagna in vista del voto. A sostegno del testo si sono schierate praticamente tutte le associazioni che rappresentano gli interessi della scuola, ma non solo. 

In particolare l’iniziativa chiede:

- più mense, più doposcuola e più sezioni di scuola d'infanzia a orario prolungato per rispondere ai bisogni delle famiglie in tutto il Cantone;

- classi meno affollate e maggiore sostegno pedagogico agli allievi per migliorare il loro
apprendimento; 

- una migliore organizzazione e un maggiore sostegno alle scuole comunali, per disporre di una scuola di qualità su tutto il territorio cantonale.

Ma vediamo meglio alcuni stralci delle posizioni dei diversi gruppi e associazioni espresse nel pomeriggio in conferenza stampa, iniziando proprio dal Comitato che ha lanciato l’iniziativa. 

Comitato iniziativa

“L’iniziativa “Aiutiamo le scuole comunali – Per il futuro dei nostri ragazzi” è stata depositata nel novembre 2009 con 10'000 firme allo scopo di migliorare la qualità della scuola e la presenza di mense e doposcuola. I benefici dell’iniziativa si estenderanno dal mondo della scuola e dalle famiglie fino all’economia e a tutta la società ticinese, garantendo un’accoglienza extrascolastica dei ragazzi accresciuta e più uniforme, come pure migliorando la qualità dell’insegnamento per affrontare il futuro su basi più solide.”

“L’iniziativa verrà attuata progressivamente sull’arco di 5 anni: in questo lustro l’aumento della spesa annua sarà di ca. +0,1 % annuo per il Cantone e +0,2% annuo per i Comuni, una crescita sopportabile, utile e giustificata. Ricordiamo che nelle spese per l’educazione il Ticino è nettamente sotto la media svizzera. Questo lasso ragionevole di tempo permetterà di reperire nuovi docenti e addetti alle mense, di creare nuove sezioni scolastiche e nuovi servizi extrascolastici, nonché di organizzare i miglioramenti delle scuole comunali. L’iniziativa prevede infine che ogni 3 anni il Governo valuti la nuova legge, coinvolgendo il Parlamento.”

Conferenza cantonale dei Genitori (CCG)

“Di fronte al rigetto dell'iniziativa da parte del Gran Consiglio, essa sarà ora posta in votazione popolare. Alla luce delle misure alla fine approvate, che riteniamo insufficienti, il Consiglio della CCG, rammaricandosi che non si sia riusciti a trovare un'alternativa al ricorso alle urne su di un tema così delicato quale quello delle risorse da destinare alla scuola pubblica, ritiene opportuno comunicare ai propri membri e all'opinione pubblica di sostenere l'iniziativa popolare "Aiutiamo le scuole comunali"

Associazione cantonale docenti scuola infanzia 

“La diminuzione del numero di allievi per classe permette una migliore efficacia pedagogica e migliora notevolmente la qualità della relazione sia tra i bambini sia tra i bambini e la/le docente/i. L’introduzione della figura del docente d’appoggio nelle classi con più di 20 allievi, così  come proposta dall’iniziativa, ci sembra decisamente più efficace rispetto alla proposta  del Gran Consiglio. Proposta che lascia libertà di scelta ai Comuni se introdurre o meno questa figura, contribuendo di fatto a promuovere la disparità tra comuni finanziariamente più forti e comuni finanziariamente più deboli;”

Movimento della Scuola 

“Da anni stiamo raccogliendo dati che dimostrano come il nostro cantone, rispetto  agli altri cantoni elvetici, non spicchi di certo per magnanimità al riguardo degli investimenti in campo educativo. L’iniziativa “Aiutiamo le scuole comunali”, se accettata, potrebbe apportare dei miglioramenti effettivi sia sul fronte del lavoro in aula, sia sul fronte delle nuove richieste che vengono delegate alla scuola.”

Sindacato OCST-Docenti

“Prevedendo classi di scuola dell’infanzia e di scuola elementare con al massimo 20 allievi, l’aumento degli ispettorati scolastici, il ricorso a docenti di appoggio e di integrazione linguistica e altre misure analoghe, si favorisce concretamente lo sviluppo delle potenzialità degli allievi, migliorando al contempo anche le condizioni di lavoro dei docenti e l’efficacia del loro insegnamento. Gli studi di Blatchford (2003) e di Piketty (2004) evidenziano come la riduzione del numero di allievi per classe comporti un maggiore rendimento scolastico e un’attenuazione delle differenze determinate da fattori sociali. Dopo anni di risparmi nocivi, è ora di rilanciare la nostra scuola.”

Associazione per la Scuola pubblica del Cantone e dei Comuni 

“Proprio recentemente a Lugano, la Direttrice della Seco Marie-Gabrielle Ineichen–Fleisch ha affermato che la giusta ricetta in questo campo è quella di “mettere a disposizione tutte quelle strutture che consentano ad una donna di gestire lavoro e famiglia. Asili nido, mense scolastiche, servizi pre e dopo scuola”. Negare che vi sia la necessità proprio di questi elementi aggiuntivi alla scuola sarebbe surreale. Così come lo è ostinarsi a monetizzare o dogmatizzare la formazione. Ci si dirà che non si possono sempre avere il soldino ed il panino, contemporaneamente; si ripeterà che un giorno o l’altro viene il momento in cui occorre fare una ragionevole scelta. Le scelte, però, devono rigorosamente essere concretizzate in funzione delle esigenze del cittadino e non di quelle della politica.”

Sindacato VPOD

“Un passo indietro: era infatti la primavera del 2009 quando, dopo aver ampiamente consultato e dibattuto con la loro base, tutte le organizzazioni magistrali presenti in Ticino (Associazione La Scuola, Federazione Docenti Ticinesi, Movimento della Scuola, OCST-docenti, VPOD-docenti), i rappresentati degli studenti (Sindacato Indipendente Studenti ed Apprendisti) e l’Associazione per la Scuola Pubblica si sono trovati concordi nell’individuare i campi prioritari di intervento per salvaguardare la qualità della scuola e per permetterle di meglio rispondere alle esigenze di una società in forte evoluzione.L’appello Fermiamo la deriva della scuola in Ticino chiedeva:

• estensione dei servizi parascolastici quali mense, doposcuola e orario prolungato,
• diminuzione del numero massimo di allievi per classe in tutti gli ordini e gradi di scuola,
• aumento dell’attrattiva della professione di docente.

L’appello è purtroppo rimasto lettera morta. Come spesso accade i politici amano infatti molto parlare della scuola, soprattutto in campagna elettorale, ma sono molto meno disposti ad ascoltarla!”

red

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