POLITICA E POTERE
Fumata nera, niente accordo tra Lega e UDC: alle elezioni ognuno correrà per conto suo
Nessuna intesa dopo il super vertice di Berna tra i due partiti. L'UDC chiede tre posti per la lista unica per il Consiglio di Stato. La Lega dice no. Saltano anche le congiunzioni per il Nazionale

BERNA -Fumata nera. Il super vertice tra UDC e Lega, svoltosi nella tarda mattinata a Palazzo Federale a Berna, non ha sortito alcun accordo. Non ci sarà intesa elettorale dunque tra i due partiti né per le elezioni cantonali né per quelle nazionali. 

Le previsioni della vigilia si sono dunque confermate in una giornata particolarmente intensa della politica ticinese: proprio oggi infatti il PLR presenta la lista per il Consiglio di Stato. E un nuovo patto tra leghisti e democentristi avrebbe di certo messo ulteriore pressione sui liberali radicali. Ma così non sarà.

Ma veniamo al vertice. A cominciare dai protagonisti. Attorno al tavolo si sono seduti per l'UDC Christoph Blocher, Toni Brunner, Martin Baltisser, Pierre Rusconi, Gabriele Pinoja, Marco Chiesa ed Eros Mellini; a rappresentare la Lega erano invece presenti Antonella Bignasca, Norman Gobbi, Lorenzo Quadri e Roberta Pantani. La riunione, per l'appunto, era stata convocata per capire se, dopo le polemiche del recente passato, si poteva tentare di ricucire e creare un'alleanza ispirata a quella che vinse le elezioni cantonali e federali nel 2011. Ma da allora sembrano passati più di tre anni e le divergenze di oggi sono risultate inconciliabili.

L'UDC nel corso delle due ore di faccia a faccia ha proposta una lista congiunta per il Consiglio di Stato con tre posti per i candidati democentristi. Troppi per la Lega, che tuttavia era disponibile a concederne due. Ma l'UDC ha risposto picche. Sicché non se ne fa nulla. Neppure per le federali: il Movimento di via Monte Boglia ha infatti condizionato le congiunzioni per le elezioni nazionali all'intesa sulle cantonali. 
  
"È stato un incontro molto tranquillo - racconta Pierre Rusconi - dove ognuno ha messo sul tavolo le sue esigenze. Per ragioni interne la nostra proposta non andava bene alla Lega e quella della Lega non andava bene a noi. Va infatti considerato che il nostro Comitato cantonale ha già dato via libera alla presentazione di una lista per il Governo. La lista congiunta con la Lega avrebbe potuto funzionare, ed essere per noi interessante in termini di visibilità, soltanto con tre nostri candidati. Ma tengo a precisare che entrambe le posizioni hanno una loro logica e delle motivazioni valide". Non avete sparato un po' troppo alto chiedendo tre posti in lista? "Mi rendo conto che può sembrare una richiesta eccessiva. Ma considerato che i nostri voti potrebbero essere determinanti e che avremmo dovuto far tornare la nostra base su una decisione già presa, credo che la nostra proposta fosse equa".

Quindi non se ne fa niente, discorso definitivamente chiuso? "Ritengo di sì. Non penso proprio ci saranno altri incontri o ripensamenti. D'altra parte, per quel che ci riguarda, la discussione potrebbe riaprirsi unicamente se la Lega accettasse la nostra proposta. E credo proprio che non lo faranno", risponde il Consigliere Nazionale.

La mancata intesa è politicamente una buona soluzione per l'UDC? "Forse - ammette Rusconi - per il partito nazionale no. Ma hanno capito le nostre problematiche quindi non ci saranno problemi. Per quanto riguarda noi ticinesi, invece, non cambia niente. Gli unici che possono gioire oggi sono i liberali con cui noi comunque non intendiamo allearci. Ma in ogni caso sarà una sfida uno contro uno, PLR contro Lega. E penso che sia anche giusto così. I ticinesi sceglieranno e che vinca il migliore.". Pensa che questo incontro permetterà almeno di tornare a una dialettica più serena fra i due partiti? "Non lo so. Dipenderà molto da come reagirà la Lega al nulla di fatto odierno. Io spero che avranno una posizione ragionevole come quella espressa durante la riunione. Da parte nostra comunque non intendiamo polemizzare ancora con loro. Ovviamente se ci saranno delle provocazioni reagiremo. Ma non saremo noi a cominciare".

Anche se quattro anni fa conquisto il seggio indipendentemente dalla congiunzione, la sua poltrona al Nazionale è un po' più in bilico senza accordo. Come vive questa prospettiva? "Senza nessun tipo timore. Non me ne faccio un croce. I ticinesi sceglieranno chi meglio credono. Posso solo augurarmi che decidano di riconfermare sia me che Lorenzo Quadri che Roberta Pantani. Credo che abbiamo lavorato bene e credo che i nostri partiti abbiano la forza di riconfermare in autonomia i tre seggi". 

E infine per quanto invece riguarda il Consiglio di Stato che tipo di lista farà l'UDC? "Penso che cercheremo di fare una lista forte e il più convincente possibile per gli elettori". Lei ci sarà? "Non lo so".

AELLE

 

 

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