POLITICA E POTERE
Jacques Ducry: "Il fermo di Sarkozy è un brutto guaio per la Francia. Ma la conferma che la magistratura funziona"
L'ex magistrato: "Penso che queste democrazie caratterizzate da sfrenate ambizioni di potere contribuiscano per reazione al successo di movimenti che incarnano la protesta, da Le Pen a Grillo"

LUGANO – “Per la Francia è un grosso guaio perché, al di là della presunzione di innocenza, mi pare che i magistrati abbiano in mano elementi solidi contro l’ex presidente”. Jacques Ducry, ex magistrato, presidente del Numes, il Movimento europeo svizzero, e da sempre molto attento agli avvenimenti francesi, commenta così il fermo a cui è stato sottoposto questa mattina l’ex presidente Nicolas Sarkozy.

Il dossier riguarda in particolare la fuga di notizie sul provvedimento di intercettazione emanato nei suoi confronti dalla magistratura nell’ambito dei presunti finanziamenti illeciti da parte della Libia di Gheddafi alla sua campagna presidenziale del 2007.
Gli inquirenti stanno verificando l’ipotesi che Sarkozy abbia tentato di ottenere informazioni da un alto magistrato Gilbert Azibert, su un’inchiesta che lo riguardava, in cambio della promessa di un ruolo di prestigio nel Principato di Monaco. L’avvocato di Sarkozy, Thierry Herzog, è stato arrestato ieri, insieme ad Azibert e a un altro magistrato.

“Quel che conforta in tutto ciò – dice Ducry - è il fatto che la separazione dei poteri funziona, e in questo caso viene interpretata da magistrati coraggiosi, che osano aprire dossier anche contro persone che hanno detenuto un potere enorme e che probabilmente lo hanno ancora. Tanto questa vicenda è sconfortante sul piano politico, quanto è confortante su quello giudiziario. In italia ci fu ‘Mani pulite’, ora i magistrati indagano sull’Expo, e sulla corruzione a Venezia… Poi qualcuno grida allo scandalo e parla di ‘governo dei giudici’, ma se chi governa o fa politica si comporta così è ovvio che la magistratura deve riportare la legalità”. 

Mi chiedo però, aggiunge Ducry, “se queste democrazie, caratterizzate da sfrenate ambizioni di potere, non contribuiscano poi, per reazione, al successo di movimenti che incarnano la protesta. Non penso solo alla signora Le Pen in Francia, ma anche a Grillo in Italia. C’è una reazione di disgusto. Quando il potere è così corrotto chi crede ancora nel voto si rifugia nel populismo, al di là delle proprie posizioni politiche. E questo è preoccupante”.

Vedo una democrazia parecchio svuotata dei suoi contenuti, conclude Ducry: “Non si sceglie più qualcuno per le proprie idee, ma si va molto a ruota di questi ‘affaire’ e i cittadini votano di pancia. Vale anche per la Svizzera e il Ticino, dove oggi c’è rissa e confusione a tutti i livelli, e una generale sfiducia in chi rappresenta le istituzioni politiche”.

emmebi

Resta connesso con Liberatv.ch: ora siamo anche su Whatsapp! Clicca qui e ricorda di attivare le notifiche 🔔
In Vetrina

BANCASTATO

BancaStato mantiene la rotta: utile stabile a 47,6 milioni

27 AGOSTO 2026
LETTURE

Neutralità svizzera, un libro per capire come siamo arrivati fin qui

27 AGOSTO 2026
SINDACATO E SOCIETÀ

Matteo Bellini: "Jack Frusciante non è uscito dal sindacato (perché iscriversi a OCST)"

23 AGOSTO 2026
EVENTI, CULTURA, TERRITORIO

Dieci voci dal mondo per aprire la stagione musicale del LAC

20 AGOSTO 2026
BANCASTATO

BancaStato, la pianificazione patrimoniale come bussola per le scelte di vita

18 AGOSTO 2026
EVENTI, CULTURA, TERRITORIO

Il Pardo ruggisce in rumeno. Ecco tutti i film premiati. Giona Nazzaro: “Un palmarès vitale"

15 AGOSTO 2026
LiberaTV+

CRONACA

La donna annegata a Melide aveva denunciato un’aggressione una decina di giorni fa

19 AGOSTO 2026
SECONDO ME

Piergiuseppe Vescovi: "Torniamo ad essere la Lega!"

16 AGOSTO 2026
SECONDO ME

Niccolò Salvioni sul caso Zali: "Tre verifiche, tre organi, tre rimedi"

20 AGOSTO 2026