In principio fu il caso di Arigoni, a Chiasso fece scalpore quello di Pantani e oggi domina la vicenda di Adriano Venuti che ha insultato Quadri, Robbiani e il suo ex capo dicastero Bignasca

Precisiamo in entrata che i tre casi che andremo a ripercorrere hanno sfumature e accenti molto diversi tra loro. Metterli a confronto per fare dei paragoni sarebbe dunque errato. Nel bene e nel male. Questi tre casi però hanno un denominatore comune: i protagonisti sono tutti dipendenti pubblici e tutti sono finiti sotto i riflettori della cronaca per aver insultato su Facebook dei politici avversari. Un altro punto che in qualche modo lega le tre storie è lo sfondo dentro cui si sviluppano: ovvero la battaglia politica tra socialisti e leghisti. Si tratta delle vicende di Ruggero Pantani, Alessio Arigoni e Adriano Venuti. Di seguito le riassumiamo.
Veniamo al primo caso. A Chiasso e poi nel resto del Cantone fece parecchio discutere la querelle nata intorno al fratello della Municipale Roberta Pantani. Ruggero, dipendente del Comune, senza cariche politiche, commentando l'esito di una votazione comunale, si scagliò su Facebook contro i vincitori della consultazione: socialisti e pipidini. Li apostrofò come morti viventi e li salutò con un cordiale "vaffa". I rappresentanti del PPD ovviamente non la presero bene e il PS presentò un esposto chiedendo "sanzioni esemplari". Il Municipio mostrò a Pantani il cartellino giallo e lui chiese scusa. Successivamente il fratello della municipale leghista finisce nuovamente al centro delle polemiche per alcuni commenti, scritti sotto pseudonimo, sul blog del portale Ticinonews nell'ambito della tribolata vicenda del Trenhotel. Il Municipio sembra intenzionato ad aprire un'inchiesta amministrativa nei confronti del suo dipendete ma la cosa finisce in nulla.
Il secondo caso riguarda Alessio Arigoni, animatore di Rete 3, già Consigliere Comunale a Lugano nelle fila del PS. Su Facebook sbotta contro la Lega: "Bravi a riempirsi la bocca con slogan populisti e razzisti. E ora? Chi è il partito delle tasse? Quando la faccia è come il culo prima o poi ci si smerda”. Ne nasce una polemica furiosa e la RSI decide di prendere provvedimenti nei confronti del suo dipendente: viene sospeso dal microfono. Dopodiché, sempre sul più popolare dei social network, Arigoni si scuserà: "Il mio è stato un commento inopportuno e volgare".
E manco a farlo apposta vi è un collegamento diretto fra il secondo e il terzo caso che stiamo riassumendo. Adriano Venuti, infatti, commentò lo scivolone di Arigoni: "Quando un amico, un compagno, sbaglia è giusto farglielo notare. Quindi non ho nessun problema a dire ad Alessio Arigoni che ha sbagliato". Il terzo protagonista del nostro articolo, quello attualmente al centro dei riflettori, giudicò in ogni caso eccessivo il provvedimento disciplinare preso dalla RSI: " Oggettivamente l'azienda non può sentirsi lesa nella sua immagine da questa infelice caduta di stile" (per leggere l'articolo integrale clicca qui).
Venuti, dipendete della Città di Lugano, è quello dei tre personaggi di cui vi abbiamo raccontato che ha maggiori responsabilità politiche: è infatti per il partito socialista Municipale a Massagno nonché membro della direzione cantonale. L'esponente del PS, nell'ambito della discussione sul caso di Arlind, si è scagliato con insulti pesantissimi contro Lorenzo Quadri e Massimiliano Robbiani. I due leghisti sono stati apostrofati come "animali". Ma ancora più pesante, anzi irripetibile, è il post che Venuti ha dedicato al defunto suo ex capo dicastero Giuliano Bignasca.
È facile intuire come quest'ultima vicenda non abbia ancora visto la sua conclusione. Il Municipio di Lugano probabilmente non potrà sorvolare sul comportamento del suo dipendete così come, da un punto di vista politico, anche il PS dovrà giocoforza prendere posizione. Staremo a vedere. E chissà che, come nei due casi precedenti, anche Venuti non chieda scusa per quanto scritto.
AELLE