POLITICA E POTERE
Luci rosse a Besso, interviene la Città: o si cambia o i sigilli e le sanzioni
Il sindaco Borradori e il municipale Bertini intendono proporre, nella prossima seduta dell'esecutivo, delle misure drastiche per ripristinare la normale situazione abitativa nello stabile di Via Canevascini 26

LUGANO – Dopo le recenti polemiche sul caso dello stabile di Via Canevascini 26 a Besso, balzato agli onori delle cronache in seguito al cambio di proprietà, allo sfratto intimato a molti inquilini e all’attività di prostituzione insediatasi in uno degli appartamenti liberati, il Comune ha deciso di intervenire, e di farlo in maniera drastica: o finisce l’attività a luci rosse oppure verranno apposti i sigilli. Lo riporta la Regione. 

In caso contrario Angelo Gianini, l’amministratore unico della Nemis Sa, neo proprietaria dello stabile, si vedrà comminare delle sanzioni, così come la donna che ha subaffitato alle prostitute, e l’appartamento non potrà più essere utilizzato. È quanto deciso dal sindaco di Lugano Marco Borradori e dal capodicastero Polizia Michele Bertini, che presenteranno le misure durante la prossima seduta dell’esecutivo, dando così anche un segnale politico, visto che l’intervento riguarderà anche un’altra cinquantina di appartamenti luganesi dove si pratica la prostituzione, ma non è stata richiesta, come nel caso di Besso, la necessaria richiesta di cambio di destinazione. 

“Abbiamo ricevuto i rapporti di polizia e del servizio giuridico sulla base dei quali partiranno le varie ingiunzioni al proprietario e ai conduttori (a chi è intestato il contratto di locazione)” ha spiegato Borradori al quotidiano bellinzonese. E anche Bertini conferma e rafforza la tesi del sindaco: “Vogliamo dare un segnale politico forte e vogliamo far cessare la prostituzione negli immobili residenziali. Questo per dare un segnale tangibile, immediato e operativo. Poi se dovessimo venir sconfessati da un tribunale, non importa. È una svolta che introduce più rigore ma è rispettosa dei cittadini che abbiamo il dovere di tutelare. Secondo me, fare politica significa anche agire”. Un rischio, quello di venir sconfessati da un tribunale, che si farà maggiore qualora arrivasse nel frattempo la richiesta di cambio di destinazione.

Esiste però una sentenza del Tram, che recentemente ha bocciato la domanda per la creazione di un salone di massaggi erotici al posto di un ufficio, sulla quale i due municipali intendono appoggiarsi per definire le linee guida per l’introduzione di queste misure, necessarie formalmente e per arginare il rischio di eventuali ricorsi.

Ora la palla passa in mano agli altri cinque municipali, che saranno chiamati ad approvare o meno la linea dura proposta da Borradori e Bertini. 

red

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