POLITICA E POTERE
Bertoli sugli attacchi anonimi su Facebook: "Non mi toccano minimamente: sono insulti di persone povere di spirito"
Il presidente del Governo: "Valuterò eventuali azioni legali. Ma sono convinto che la maggioranza dei ticinesi vuole un dibattito leale". Beltraminelli: "Facebook è utile ma niente insulti". Vitta: "Degrado del dibattito politico"


BELLINZONA – “Quegli insulti non mi toccano minimamente perché sono fatti in forma anonima e scritti da persone che non hanno argomenti, e quando non si hanno argomenti si ricorre agli insulti, cosa che fanno in genere i bambini”.

Così ha reagito, intervistato dal radiogiornale della RSI, il presidente del Governo, Manuele Bertoli, vittima di un indegno attacco anonimo su Facebook. Ieri sera ignoti hanno creato una pagina piena di insulti pesantissimi, pagina che è stata oscurata in tarda mattinata dall'amministrazione del social network. Quella pagina, dal titolo "Un deficiente in Consiglio di Stato" era chiaramente legata alle affermazioni di Bertoli sul voto del 9 febbraio nel suo discorso del Primo Agosto.

Valuterò se procedere per vie legali, ha aggiunto il ministro socialista, ribadendo comunque che quegli attacchi non lo toccano personalmente e aggiungendo di aver ricevuto molti attestati di solidarietà.

C’è una parte di opinione pubblica, ha detto in sostanza Bertoli alla RSI, che non accetta che vi siano opinioni divergenti sui rapporti con l’Unione Europea. “Per esempio mi è stato rinfacciato che sarei antidemocratico sostenendo che si possa rivedere la posizione emersa dal voto del 9 febbraio, dimenticando che sui bilaterali abbiamo già votato 4 volte. Improvvisamente, chiedere un nuovo voto sembra una cosa che non si può fare”.

Sono convinto, ha concluso Bertoli, che la stragrande maggioranza dei ticinesi vuole un dibattito aperto, corretto e leale. “Non è con l’insulto che si va avanti anzi non si fa che gettare benzina sul fuoco e attizzare persone povere di spirito che fanno cose del genere”.

Sul tema è intervenuto, su Facebook anche il ministro Paolo Beltraminelli.

“Facebook è vivo e molto utilizzato – ha scritto sul suo profilo -. È uno strumento eccezionale che ci permette di comunicare con tutti in tutto il mondo in modo istantaneo, grazie alla presenza sempre più capillare del Wifi gratuito e alla diffusione universale del cellulare. Non è riservato a pochi fortunati, è per tutti! Mantenere i legami con la famiglia e gli amici ci permette di superare momenti di nostalgia e difficoltà. Scrivere su Fb ci fa sentire meno soli e ci permette di condividere pensieri ed emozioni. Ma Fb dev'essere utilizzato con precauzione e educazione, senza insultare, rispettando le opinioni altrui, perché siamo e vogliamo restare un paese libero, ricordando chi disse "posso disapprovare quello che dici ma mi batterò (fino alla morte!) affinché tu possa dirlo", è l'essenza della democrazia anche se ci costa spesso molta fatica! Beltranondimentichiamolomai!”.

Sempre su Facebook ha scritto anche il capogruppo del PLR Christian Vitta: "Quando avvenuto in queste ore su FB dimostra quanto sia crescente il degrado nel dibattito politico, dove si passa troppo facilmente dal dissenso all'attacco personale e ancor peggio, come nel caso concreto, alle minaccie. Questo modo di agire non fa parte della nostra cultura, dove il dialogo e il confronto civile hanno sempre avuto il sopravvento. Occorre ritrovare il piacere di fare politica basata sul confronto delle idee e il rispetto di chi la pensa diversamente da noi".

 

red

 

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