COMO - Botta e risposta sulla linea di Confine tra Italia e Svizzera. Questa volta a scaldare gli animi è la sanità. Meglio la nostra o meglio la loro? A dare il via alla polemica lo slogan scelto dai contrari alla proposta di creazione di una cassa malati unica e pubblica in votazione il prossimo settembre. "No a una sanità all'italiana", il motto scelto da quelli del "no". Uno slogan che è andato decisamente di traverso in Lombardia.Molte le voci critiche da parte della politica lombarda. Tra questi quella di Fabio Rizzi, esponente della Lega Nord e presidente della commissione Sanità della Regione Lombardia. "Il mio non è protezionismo lombardo - ha dichiarato al Corriere di Como - ma che la sanità lombarda sia anni luce avanti rispetto a quella del Canton Ticino, al punto da competere e confrontarsi con la sanità internazionale, è un dato di fatto".Quindi Rizzi, piazza l'affondo: "Se dovessi scegliere se farmi curare all'ospedale civico di Lugano o a quello di Reggio Calabria, malgrado tutto, sceglierei quello di Reggio Calabria". Il leghista dice inoltre di esprimersi a ragion veduta in quanto ex impiegato della sanità ticinese: "Se loro sono tanto sciocchi da valutare la qualità della sanità in base al quantitativo di marmi nelle reception delle loro cliniche o dal valore delle piastrelle utilizzate, dimenticano di essere a livello di qualità sanitaria fermi agli anni '70 e '80. Abbiamo priorità differenti".