POLITICA E POTERE
Bernasconi: "Padre Callisto non c'è tempo per piangerti: bisogna fronteggiare UDC e Lega". Rusconi: "Tristissimo"
L'avvocato luganese ricorda il Frate con cui realizzò il Falso Mattino e lancia la battaglia contro le prossime iniziative del partito di Blocher. Il Consigliere Nazionale: "Se a certe persone non va bene come votano gli svizzeri, basta che cambino Paese"

BELLINZONA - Paolo Bernasconi ricorda Padre Callisto Caldelari. E lo fa a modo suo: partendo dalla commemorazione del frate, lancia quelle che sembrano essere le sue prossime battaglie politiche. Nel mirino dell'avvocato luganese ci sono gli avversari di sempre. L'UDC in particolare, con le le due iniziative che il partito di Blocher si appresta a lanciare, ma naturalmente ce spazio anche per qualche bordata sulla Lega. Il ricordo di Bernasconi, pubblicato stamane in prima pagina sulla Regione, è particolarmente interessante perché proprio con Padre Callisto l'ex procuratore pubblico è stato protagonista di una delle operazioni politiche più discusse degli ultimi anni: la pubblicazione del falso Mattino. 

"Caro Padre Callisto - scrive Bernasconi - forse ho mancato di rispetto al lutto, durante il funerale, nella tua chiesa del Sacro Cuore gremita dei tuoi parrocchiani: mettevo in fila alcune delle tue preoccupazioni maggiori, quelle che abbiamo condiviso per decenni. Non abbiamo tempo per piangerti: ci stanno venendo addosso tempeste che potranno spazzare via il tuo lavoro e le opere di persone di buona volontà che hai animato a seguirti". 

Quindi, l'avvocato luganese chiama in causa l’UDC che "sta lanciando due iniziative angoscianti. Una contro i rifugiati: si propone di accogliere in Svizzera soltanto quelli che provengono direttamente da un Paese in cui la loro vita sia minacciata. Attualmente, nei cinque Paesi confinanti con la Svizzera, non ci sono persone la cui vita sia messa in pericolo a causa di persecuzione o conflitto. Ciò significa che, secondo l’Udc, la Svizzera non debba più accogliere nessun rifugiato".  

La seconda proposta democentrista nel mirino dell'avvocato luganese "è ancora peggiore, perché minaccia proprio i diritti dei più deboli" ed è quella per "la supremazia del diritto nazionale rispetto al diritto internazionale spara diritta contro la Convenzione europea dei Diritti dell’Uomo. Avvelena l’anima del nostro Paese. Mette la Svizzera fuori dalla comunità degli Stati, polverizza la fatica di tanti magistrati e diplomatici che per decenni hanno collaborato a costruire, a Strasburgo, la Casa dei Diritti Umani. Per conquistare il potere, e per mantenerlo, si alimenta la paura verso lo straniero".

Bernasconi chiama infine in causa anche la Lega: "La paura dello straniero - argomenta sul quotidiano bellinzonese - serve per distruggere tutto quello che viene da oltrefrontiera, anche le sentenze della Corte dei Diritti dell’Uomo, perché ha sede all’estero e non a Berna. Con una eccezione, lo straniero che porta soldi: infatti, Udc e Lega dei Ticinesi non scatenano il loro squadrismo contro i dittatori stranieri che sporcano la nostra Svizzera, nascondendovi i loro miliardi, né contro gli stranieri che hanno trasformato il Ticino in megabordello, né contro i governanti cinesi responsabili per la pulizia etnica contro tibetani, musulmani e cristiani, ai quali la Svizzera ha concesso un Accordo di libero scambio senza clausole di protezione né per i Diritti Umani né per i due milioni di prigionieri nei campi di lavori forzati".

La replica di Pierre Rusconi

Raggiunto per raccogliere un commento, il Consigliere Nazionale UDC Pierre Rusconi giudica "tristissimo" l'intervento di Bernasconi che "trasforma una commemorazione funebre in occasione per fare battaglia politica". 

Quanto alle due iniziative contro cui l'avvocato luganese punta il dito, Rusconi precisa che si tratta di proposte "ancora in gestazione e quindi non c'è niente di definitivo". "In ogni caso - precisa - qualora venissero effettivamente lanciate, si tratterebbe di stimoli sul Consiglio Federale affinché si chini sulle questioni sollevate oltre che a implementare quello che il popolo ha già deciso il 9 febbraio".

Per quanto riguarda gli stranieri ricchi e l'accordo con la Cina Rusconi ribatte: "Il discorso è semplice: vanno bene tutti gli stranieri che rispettano la legge. Perché va ribadito che in Svizzera attualmente non esiste nessuna discriminazione verso gli stranieri. Né per quelli ricchi  né per quelli poveri. Ogni singolo caso viene gestito secondo le leggi vigenti che sono state decise democraticamente dalle Camere o dal popolo. Per quanto riguarda l'accordo con la Cina si tratta di un contratto innovativo che non potrà che portare dei benefici alla Svizzera. E poi lo hanno votato anche i socialisti...la Svizzera non può da sola risolvere il problema dei diritti umani in Cina che, lo ricordo, come noi è uno stato sovrano. Sono problemi, come ha spiegato il Consigliere Federale Schneider-Amman, che sono stati discussi con i cinesi ma che necessitano di molto tempo prima di essere risolti".

"Le considerazioni di Bernasconi e quelle che ho letto negli ultimi giorni - conclude il Consigliere Nazionale UDC - mi sembrano tutte caratterizzate da un dato di fatto: a certe persone non è gradita l'opinione della popolazione svizzera quando non rispecchia la propria. E perciò si continuano a contestare una serie di decisioni popolari. Ma se queste persone non sono contente di come si autogoverna la Svizzera, basta cambiare Paese".  

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