Il capogruppo UDC interroga il Consiglio di Stato sul fenomeno dei dottori stranieri, provenienti da paesi dell’Unione Europea che possono lavorare per 90 giorni in Svizzera senza necessità di avere un permesso o una copertura assicurativa

BELLINZONA – Il fenomeno dei medici ‘mordi e fuggi’ è al centro di un’interrogazione presentata dal capogruppo UDC Orlando Del Don e firmata dall’intero gruppo.
Nel nostro paese, scrive il deputato, “si è andato sviluppando nel tempo il fenomeno dei medici stranieri (ma anche dentisti) provenienti da paesi dell’Unione Europea che, potendo lavorare per 90 giorni in Svizzera senza necessità di avere un permesso e senza alcun tipo di copertura assicurativa, praticano questa forma di consultazione”.
Un fenomeno tollerato dalle istituzioni, che però, rileva Del Don, comporta rischi non indifferenti per la popolazione locale che a loro si affida; soprattutto quando vi sono complicazioni e/o danni, causati da questi professionisti, che in tal modo possono sottrarsi alle loro responsabilità dopo essere ritornati in patria e lasciando i pazienti in balia dei loro problemi senza che nessuno possa poi ritenerli responsabili di negligenza”.
Episodi sempre più frequenti anche in Svizzera, “e la politica ha deciso così di porre un freno a questa pratica selvaggia dei dottori “mordi e fuggi”. La scorsa settimana, infatti, la Commissione sanità del Consiglio nazionale ha votato all’unanimità una proposta di modifica alla legge sulle professioni mediche. Il progetto propone che, per registrarsi come medico in Svizzera, sia necessario conoscere almeno una delle lingue nazionali e aver stipulato un’assicurazione di responsabilità civile”.
I firmatari chiedono dunque al Governo: “quali sono i dati e le cifre riferiti a questo fenomeno nel nostro Cantone? Quali misure ha fino ad ora adottato il CdS per monitorare, contenere e far fronte a questo fenomeno dei medici e dentisti stranieri che praticato questo tipo di consultazione “mordi e fuggi”? Qual è la posizione del CdS relativamente a questa nuova forma di sfruttamento del nostro sistema sanitario da parte di questi medici provenienti dell’UE? In che modo il CdS si è attivato e intende attivarsi per tutelare la popolazione e i potenziali fruitori di questo tipo di prestazioni?”