Il municipale della Lega e quello del PLR ribattono alle dure critiche espresse da pipidini e socialisti all'indomani della presentazione del Consuntivo 2013

LUGANO - Continuano le schermagli politiche dopo la presentazione del Consuntivo 2013 della Città. Ieri e l'altro ieri sono giunte le critiche da parte di PPD e, soprattutto, i socialisti che hanno paragonato la vecchia gestione politica alla Costa Concordia. Nel mirino sono finiti l'ex sindaco Giorgio Giudici, Giuliano Bignasca e Lorenzo Quadri. E proprio Quadri su Facebook ha ribattuto alle accuse. Per saperne di più leggi gli articoli correlati.
La replica di Lorenzo Quadri
"Come da copione - scrive il municipale leghista - PPD e PS sono corsi a prendere posizione sui consuntivi di Lugano (50 mio di deficit nel 2013) con interventi di una vacuità sconcertante oltre che assolutamente inutili. L'unica funzione è ricordare al mondo "ci siamo anche noi"; l'unico obiettivo è gettare la croce addosso all'odiata Lega (qualcuno evidentemente non ha ancora digerito il risultato delle elezioni dell'aprile 2013).
"E' ovvio - prosegue Quadri - che la situazione attuale non si è creata in pochi mesi. E nemmeno nella scorsa legislatura. Aumentare il moltiplicatore con un anno d'anticipo sarebbe solo servito a mettere le mani in tasca alla gente prima del tempo e a procrastinare la necessaria riduzione della spesa, senza risolvere il problema. Quindi a scaricare il conto sul groppone dei luganesi. La situazione attuale è ereditata da decennio di gestione a maggioranza PLR: e PPD e PS c'erano anche loro, eccome che c'erano. Per cui è inutile che facciano finta di essere entrati in municipio solo nell'aprile 2013: non è così, ovviamente. E tutti lo sanno".
"Per buona pace del capogruppo PPD Lorenzo Jelmini, correggo uno svarione del suo comunicato stampa: la fretta di arrivare per primo a fare il proprio verso può giocare di questi scherzi. In municipio nessuno diceva che non bisognava alzare il moltiplicatore. Io ho detto, e lo confermo, che non bisognava alzarlo di 10 punti percentuali perché, proprio come scrive Jelmini, "la popolazione non ha alcuna colpa". In municipio, scrive il capogruppo PPD (addirittura come sottotitolo del suo comunicato) "c'era chi non voleva alzare il moltiplicatore". Già che c'era, poteva aggiungere che in consiglio comunale c'era chi voleva astenersi dal votare: probabilmente è questo che in casa uregiatta intendono per "assunzione di responsabilità". E' poi un po' strano che chi contortamente predica "ristrutturazioni della spesa senza riduzioni dei servizi alla popolazione" (l'importante è sempre sostenere tutto ed il contrario di tutto) sia poi il primo a sostenere a spada tratta e per partito preso le spese di certe istituzioni che alla popolazione non portano proprio nulla. A buon intenditor...".
L'affondo del Mattino
E sulle colonne del Mattino della Domenica, un altro articolo, questa volta non firmato, rincarava la dose verso i socialisti: "Chi ha voluto lo sfascio del segreto bancario e quindi della piazza finanziaria, col risultato che a Lugano mancano 40 milioni all’anno di gettito? Forse i kompagni? Chi continua a sostenere a spada tratta gli sperperi della cultura dei musei vuoti e della sua cattedrale nel deserto LAC, che pesa come un macigno sui conti della città e rende necessari tagli ai servizi di base ai cittadini? Forse i kompagni? Chi vuole riempire la città di stranieri in assistenza che naturalmente dobbiamo mantenere e che va da sé non pagano imposte? Forse il PS?". E avanti di questo passo.
Anche Michele Bertini difende il Municipio
In difesa del Municipio è sceso in campo anche il municipale PLR Michele Bertini con alcune dichiarazioni rilasciate al Caffé: “Non siamo sulla Concordia. E Lugano non è il Titanic.Proprio in un momento di difficoltà, i cittadini si aspettano capacità di reazione, determinazione e calma. Non dobbiamo seminare panico, per questo non approvo l’azione dei socialisti che dipingono Lugano come la nave Concordia. Non facciamo nessun inchino, l’iceberg l’abbiamo visto e abbiamo già attuato le manovre opportune”.
“Io di fronte ad un miliardo di debito - ha aggiunto Bertini - oppongo i due miliardi di patrimonio della città. Non dico che la situazione non sia preoccupante, ribadisco solo che i cittadini non vogliono sentire la solita querelle sulle responsabilità passate, né polemiche su immagini metaforiche di naufragio alla Concordia. I cittadini si aspettano dei punti di riferimento, uomini che sappiano prendere delle decisioni anche indipendenti dal consenso”.