Il procuratore generale, John Noseda, ha firmato un decreto d'accusa contro il quale il municipale di Massagno e funzionario di Lugano può ricorrere. La pena proposta è 1'500 franchi di aliquote e una multa di 500 franchi

LUGANO – Adriano Venuti è stato riconosciuto colpevole di diffamazione e di ingiuria. Il procuratore generale, John Noseda, ha firmato in questi giorni un decreto d’accusa nei confronti del municipale di Massagno, nonché membro della direzione del Partito socialista e funzionario del Comune di Lugano.
La condanna, contro la quale Venuti può ricorrere e chiedere un pubblico dibattimento in Pretura penale, si riferisce alle pesanti esternazioni espresse da Venuti sul suo profilo Facebook. La pena proposta da Noseda è una pena pecuniaria sospesa (1'500 franchi di aliquote) e una multa di 500 franchi.
La diffamazione (diffamazione contro un defunto) riguarda le frasi che Venuti ha scritto sull’ex presidente della Lega Giuliano Bignasca. In particolare: “Ricordate che quel grassone drogato di un Bignasca non ha scontato le sue condanne in prigione grazie a un certificato medico”.
L’ingiuria è invece legata alle frasi scritte da Venuti su Facebook contro il deputato leghista, nonché municipale di Mendrisio, Massimiliano Robbiani, che lo ha poi denunciato. Venuti ha definito Robbiani (ma anche il municipale Lorenzo Quadri, che però non ha sporto querela) un animale e non un essere umano. Ha rincarato la dose aggiungendo: “Uno dei bipedi più schifosi dell’intero universo”.
Ora si attende l’esito dell’inchiesta amministrativa avviata nei confronti di Venuti dal Municipio di Lugano, trattandosi, appunto di un dipendente del Comune.
emmebi