BERNA/BELLINZONA - Quando scrive, si sa, non risparmia in schiettezza e accenti polemici. Mauro Dell'Ambrogio è fatto così: è naturalmente portato a creare dibattito. E siamo certi ne solleverà anche il suo ultimo contributo pubblicato su Opinione liberale. Niente Ticino, stavolta, nel fondo del segretario di Stato PLR. Ma, certo, molti ticinesi che non la pensano come lui si sentiranno chiamati in causa dagli affondi, per non dire spernacchiamenti, con cui Dell'Ambrogio ha arricchito il suo articolo. Nel mirino di Mega, così è soprannominato, ci sono i fondamentalisti. "Gli eventi recenti in Siria, Iraq e Nigeria e altri paesi - scrive Dell'Ambrogio su OL - hanno messo a tacere i pacifisti ad oltranza: quelli per intenderci con la bandiera a strisce arcobaleno appesa alla finestra, e per i quali se gli aerei militari volano è sempre e solo perché ai governi interessa al petrolio; e per difendersi basta la non violenza". "Lo stesso dicasi - aggiunge il segretario di Stato - per oppositori e sabotatori delle sperimentazioni dei farmaci sugli animali, dopo quel che sta succedendo e soprattutto potrebbe succedere con l'epidemia di Ebola in Africa". Quindi, la prima sentenza: "Da quando nei paesi occidentali si è diffuso il benessere generalizzato, siamo confrontati con fondamentalisti rossi, verdi o multicolori, aventi in comune l'ignoranza della storia o il disprezzo delle scienze sperimentali". Ma chi sono, più nello specifico, i fondamentalisti tanto indigesti a Dell'Ambrogio: "Quelli che ostacolano ogni progetto per la produzione di energia elettrica in nome della riduzione dei consumi d'energia e nel contempo vogliono i sussidi per le auto elettriche e le termo pompe. I garantisti che vanno a cercare il pelo nell'uovo nelle procedure con le quali ci si difende da chi vuole muoverci guerra, O quelli che esasperano la protezione dei dati, favorendo gli abusi all'obbligata ignoranza della mano sinistra dello Stato su ciò he o sa la mano destra.; e per sapere cosa succede in Svizzera bisogna chiedere ai servizi americani. Quelli in generale che si sentono migliorie per avere una bandiera da sventolare. Veicolo dei fondamentalismi, oltre ovviamente dalle ingiustizie e ai cattivi leader, è anche la crescente acritici dei professionisti dell'informazione".