BERNA - I manifesti e le inserzioni dell'UDC sono da sempre al centro di aspre polemiche politiche e giudiziarie. D'altra parte il partito di Christoph Blocher ha fatto della propaganda politica giocata sul confine tra provocazione e reato un vero e proprio marchio di fabbrica. Questa volta non saranno gli avversari politici, però, a giudicare se quel confine è stato attraversato ma la Procura pubblica di Berna-Mittelland.Per un ordine del Tribunale d'appello bernese i magistrati sono stati chiamati ad indagare nuovamente su un'inserzione pubblicitaria dell'agosto 2011 che recitava: "Kosovaren schlitzen Schweizer auf!". Ovvero sia: "I kosovari squarciano gli svizzeri". Il reato ipotizzato è "discriminazione razziale". Il caso era stato inizialmente archiviato dal Ministero pubblico dopo che le Camere federali non avevano tolto l'immunità parlamentare al presidente dell'UDC Toni Brunner che si era assunto l’intera responsabilità dell'annuncio.Ma per i giudici dell'Appello la procura ha chiuso l'indagine troppo frettolosamente. E così, accogliendo il ricorso dei due kossovari che avevano sporto anche la prima denuncia, ha ordinato la riapertura dell'inchiesta. Alla fine di questo mese saranno interrogati il segretario generale del partito Martin Baltisser, la sua supplente Silvia Bär e una terza persona.