POLITICA E POTERE
Expo sì o Expo no? Opportunità o fregatura? Gli amletici dubbi del sindaco di Monteggio Piero Marchesi
SECONDO ME: “Visti i salari, altro che ticinesi nel padiglione svizzero. Governo bocciato su tutta la linea, mai visto tanto pressappochismo! Se il resto della Svizzera ci ritenesse dei pitocchi sarà grazie a questo Governo che lavora senza strategia!"

di Piero Marchesi, sindaco di Monteggio

Premetto che da quando è stato lanciato il referendum sul credito approvato dal Cantone, non ho ancora deciso cosa votare.
Ci sono diversi aspetti che mi rendono dubbioso. Ritengo che l’Expo potrebbe essere un’opportunità per il Ticino per farsi conoscere in ambito turistico, economico (ricerca di nuovi interessanti investitori) e nell’instaurare interessanti relazioni commerciali con paesi e aziende di Stati a noi poco conosciuti.

L’esposizione universale, qualsiasi edizione alla quale la Svizzera ha in passato partecipato, ha sempre portato benefici. L’investimento iniziale di 3,5 milioni di CHF non è una cifra impossibile per il Cantone, soprattutto se considerata come investimento (che porta dei ritorni) e non come spesa. Le premesse per votare a favore del credito a Expo 2015 ci sarebbero tutte, se non, che troppe cose non hanno funzionato.

In prima istanza il fatto che il Governo ha sbagliato tutto quanto si poteva sbagliare. In primis, affidando un dossier cosi importante al Cancelliere di Stato Gianella, che ha compiuto errori grossolani. La presentazione del messaggio a 1 anno dall’apertura d’Expo è inaccettabile, in quanto i termini per il lancio del referendum e per un eventuale piano B sono difficilmente realizzabili. Un altro errore del Governo è il fatto che abbiano coinvolto l’economia privata solamente dopo il lancio del referendum. Mi chiedo se questo tipo di azione, pubblico – privata non potesse essere valutata prima. Questo tipo di formula funziona di solito bene e permette al pubblico inoltre di capire se l’investimento ha senso.

Solitamente il privato valuta bene se vale la pena investire in operazioni di questo tipo ed evita di buttare i soldi dalla finestra qualora non vi fossero le premesse adeguate. I privati hanno risposto bene, deduco che molto probabilmente la partecipazione del Ticino (inteso come Cantone, economia, turismo e cittadini) a Expo propone buone opportunità.

Ulteriore nota di demerito per il Governo, il fatto che si sia fatto di tutto per prevaricare la volontà popolare, dichiarando da parte di alcuni (Bertoli ancora una volta fuori luogo) che con o senza credito il Ticino ci sarebbe stato.

Sono state pubblicate le condizioni per le assunzioni per lavorare nel padiglione Svizzero, che dovrebbero dare la possibilità ai disoccupati ticinesi, alle persone ticinesi che intendono fare un esperienza lavorativa particolare, di ottenere compensi adeguati e di approfittare dell’opportunità lavorativa. Salari da 1’600CHF al mese!

Se queste sono le premesse, anche nel padiglione svizzero potranno lavorare unicamente residenti italiani e non i ticinesi.

Governo pertanto bocciato su tutta la linea! Mai visto tanto pressappochismo e improvvisazione. Se il resto della Svizzera, nel caso di approvazione del referendum, dovesse ritenere i ticinesi dei pitocchi (tanto per richiamare la citazione di Bertoli), sarà soprattutto grazie a questo Governo che lavora senza strategie!

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