SECONDO ME: "Minareti: se ce ne fossero 7 in Svizzera invece dei 3 attuali, attirerebbero subito turbe di tagliatori con coltellacci e scimitarre pronti a sgozzarci?"

di Sergio Roic, scrittore
In un suo “secondo me” la giovane leghista Elisabetta Lara Gianella ha equivocato su questo portale tra terroristi dell’Isis e minareti, tra le frasi a effetto di Massimo Fini e la realtà del mondo attuale e tra l’”identità difesa” e l’identità vera e propria.
Ma andiamo con ordine. I terroristi dell’Isis sono terroristi a tutti gli effetti: terrorizzano infatti in qualche modo la popolazione mondiale con le loro efferate esecuzioni davanti alle telecamere. Potenza (e orrore…) dei media moderni, si potrebbe dire, che amplificano di mille, che dico, un milione di volte, le tragedie e le esecuzioni a sangue freddo. I terroristi, comunque, da quando esistono in forma moderna (ottocentesca e poi novecentesca) hanno sempre fatto in modo di finire in “prima pagina”, di farsi notare ad ogni costo, di provocare orrore e condizionare di conseguenza l’opinione pubblica. I terroristi, con Lara Gianella, hanno forse ottenuto l’effetto sperato? La reazione della giovane leghista è infatti: quelli dell’Isis tagliano teste e quindi tutti a casa propria.
“Tutti a casa propria” è anche il “pensiero” del meno affidabile tra gli intellettuali italiani, il camaleontico Massimo Fini. Fini, in lotta contro il mondo ma soprattutto alla ricerca costante di visibilità a suon di “coup de theatre” ben calcolati, è stato colui che è persino riuscito a “recuperare” l’orrido “golpista dell’antichità” Catilina, colui che Cicerone invitò a “egredere urbe”, uscire dalla città di Roma e finire di impestarla con le sue trame.
Ora, che cosa vuol dire oggi “tutti a casa propria”, come proposto da Massimo Fini? Dimenticheremo, anzi cancelleremo dalla storia, andando a ritroso, il postcolonialismo e prima ancora il colonialismo stesso, le scoperte geografiche e il conseguente sbarco di Colombo in America? Che fine faranno il Rinascimento, l’Umanesimo e, in ordine sparso, l’industrializzazione, la prosperità della Svizzera attraverso le sue manifatture che si sono “aperte al mondo” nell’Ottocento? Che fine farà la Storia, quella con la S maiuscola, che è stata una Storia di incontri, incroci, inviti e anche di battaglie, guerre, contrasti, ma sempre e comunque a distanza sempre più ravvicinata? Questa è la nostra Storia, quella del “tutti a casa propria” poteva al massimo riguardare i timidi autoctoni Neandertal (i “veri” europei) prima di essere stati sconfitti da quei cattivoni dei Sapiens, cioè da noi stessi, allora ancora sotto forma di terribili uomini neri venuti dall’Africa e non ancora “schiariti” dal fresco clima europeo.
E qui giungiamo infine alla nostra identità che secondo Lara Gianella andrebbe difesa a tutti i costi “tenendo fuori” tutti gli altri. Che la nostra identità sia quantomeno mista o ibrida e praticamente mai “pura” lo sanno anche i sassi (anche se qualche UDC ticinese separa ancora i cittadini svizzeri in “svizzeri” e, ohibò, “elvezi”), che l’identità “rafforzata” ed escludente provochi conflitti e guerre lo dice, fra gli altri, il Nobel Amartya Sen, esperto di “conflitti di identità” in terra indiana. Per quel che riguarda la nostra identità centroeuropea o svizzera o ticinese consiglio sempre questo piccolo test: quanti film americani conosci (titolo, regista, attori, trama…) e quanti europei, italiani, svizzeri ecc.? Il tuo immaginario, se racconti la prima e la seconda e la terza storia che ti viene in mente, qual è? Facciamoci un esame di coscienza e scopriremo in fretta di essere quantomeno, e nostro malgrado, degli “americani d’Europa”.
Ma allora, alla fine di questa breve corsa tra terroristi, storia e identità, come li mettiamo assieme quelli dell’Isis con i minareti? Nei luoghi di preghiera dell’Islam si tagliano forse teste? E i minareti, se ce ne fossero 7 in Svizzera invece dei 3 attuali, attirerebbero subito turbe di tagliatori con coltellacci e scimitarre pronti a sgozzarci? Appena posata l’ultima pietra del nuovo minareto, gli infingardi costruttori estrarrebbero da dietro la schiena un kriss, una mannaia, un machete, uno spadone, un pugnale? Oh sì, se fossero terroristi. Ma i terroristi sono un’altra cosa, e non perdono tempo con i minareti…