Il consigliere comunale coinvolto nell'inchiesta sulla Carige parla dal suo "esilio" di Como: "Il presidente della banca era seguito dagli avvocati Olgiati e Soldati dal '98. Io l'ho conosciuto solo quest'anno"

COMO - “Pur continuando a riconoscermi negli ideali del Partito liberale radicale, siccome queste persone mi considerano colpevole, e bugiardo: ecco, io non ci sto con questa gente. Perciò mi sono dimesso dal partito, resto in Consiglio comunale e faccio l’indipendente”.
Davide Enderlin, arrestato il 22 maggio a Genova, con l’accusa di aver partecipato alla distrazione di 22 milioni di euro dalle casse di Banca Carige in complicità con l’ex presidente dell’istituto, Giovanni Berneschi e altri personaggi, è un fiume in piena. Da luglio era agli arresti domiciliari in Liguria. Da qualche giorno ha potuto trasferirsi a Como ma non ancora rientrare in Ticino.
Dopo la replica pubblica della sezione del PLR di Lugano allo scritto che Enderlin ha inviato al partito (leggi l’articolo correlato), il consigliere comunale, intervistato da LaRegione, spara a zero.
“Forse non dovrei raccontarlo, ma ho già ricevuto telefonate da presidenti di altri partiti per passare con loro... Da qui alle prossime elezioni verrò per forza assolto, il mio avvocato si è giocato la parcella, e poi, se deciderò di entrare in un altro partito, avrò una bella posizione di partenza”.
Enderlin dice anche che Berneschi era seguito dagli avvocati Rocco Olgiati e Fabio Soldati dal 1998. “Io ho conosciuto Berneschi il 23 gennaio 2014. E non sono io a raccontarlo: per fortuna, c’è nelle intercettazioni telefoniche. Per me quest’inchiesta si potrebbe intitolare “Ritorno al futuro”: come fanno a organizzare una truffa, persone che si sono conosciute otto anni dopo?”. E aggiunge: “Smettiamo di scrivere che l’avvocato Olgiati e l’avvocato Soldati sono i collaboratori di Davide Enderlin, per favore!”.
E sulla lettera che ha scatenato la polemica dice: “Ho mandato la lettera al Partito, disposto a farmi da parte nel giro di tre settimane. Verso persone con cui ho portato avanti battaglie non avrei puntato il dito, considerando che mi professo innocente”.