A risultati definitivi la Lega ribadisce “il Fondo Swisslos non si tocca!”. Mentre Beltraminelli rinnova l’invito ai privati perché è necessario continuare “lo sforzo per permettere una presenza minima del Cantone ad un'esposizione straordinaria e unica”

BELLINZONA – La si intuiva, la si annusava nell’aria, vista anche una raccolta firme da numeri record per adesioni e tempo, e puntualmente la bocciatura al credito di Expo, con il 54.5% dei no, è arrivata. E la prima ad esprimersi è proprio la lega, che con le proprie azioni, ha dato vita all’acceso dibattito sulla partecipazione ticinese all’Esposizione universale di Milano.
“Dopo il voto odierno, se il Consiglio di Stato vorrà partecipare ad Expo2015, dovrà utilizzare solo soldi privati: il Fondo Swisslos non si tocca!” esordisce il movimento di Monte Boglia nell’esprimere “la propria soddisfazione per il netto NO pronunciato dai ticinesi al maxicredito. Il trionfale successo conseguito dalla Lega già in sede di raccolta firme per il referendum contro il credito per Expo 2015 – ne sono state consegnate oltre 13mila, ciò che costituisce un vero e proprio record democratico – si è dunque ripetuto in sede di votazione”.
E per la Lega il segnale emerso dalle urne è chiaro: “il Ticino non deve partecipare ad Expo utilizzando soldi pubblici. Di nessun tipo. Quindi nemmeno il Fondo Swisslos. Anche se giuridicamente attingere a questo Fondo per andare all’Expo non è proibito, almeno così ha deciso il Tribunale federale, dopo il voto odierno questa opzione – che oltretutto sottrarrebbe risorse ad iniziative assai più meritevoli, ad esempio la ricerca medica - è diventata democraticamente impensabile. Costituirebbe una vera presa in giro dei cittadini. Un’operazione di sfrontato aggiramento della volontà popolare, che il Governo non si può in nessun caso permettere”.
Anzi, a dar man forte ai no, secondo la Lega, ci avrebbe pensato proprio il piano B varato dal Governo con l’utilizzo del Fondo. “I ticinesi hanno voluto far capire al governo che questi escamotage sono inaccettabili”. Perciò, conclude il comunicato, “una partecipazione del Ticino ad Expo2015, dopo il voto odierno, può essere finanziata esclusivamente con risorse raccolte da sponsor privati. Quegli stessi sponsor che il CdS avrebbe dovuto coinvolgere subito, e non solo dopo la riuscita trionfale del referendum leghista”.
Beltraminelli: "Non è un'asfaltata, mi aspettavo un risultato ben peggiore ma occorre rispettare il voto"
E non poteva mancare quindi anche una reazione proprio da chi a questo piano B ha dato inizio, attivandosi per coinvolgere i privati. Beltraminelli affida il commento dell’esito delle urne al proprio profilo Facebook e scrive: “Le previsioni della vigilia erano nere, moltissimi parlavano di nettissima bocciatura per il credito a expo2015. Mi sono impegnato a fondo per far passare il credito e molti ticinesi hanno seguito Governo e Gran Consiglio. Il credito però non è passato, il NO ha prevalso con il 54%, non è certo un'asfaltata ma neppure una vittoria!”
“Mi aspettavo un risultato ben peggiore – aggiunge – ma occorre rispettare il voto, i soldi dei cittadini ticinesi non dovranno essere utilizzati. Da mesi mi sto impegnando per raccogliere fondi presso privati, siamo arrivati ad oltre 900 mila franchi. Lo sforzo deve continuare per permettere una presenza minima del Cantone ad un'esposizione straordinaria e unica. Chiunque voglia contribuire me lo faccia sapere!
Beltrachicicredesifacciavivo:)”