Il capogruppo in CC Lorenzo Jelmini interroga l'Esecutivo: " Non ritenete che siano inutili investimenti per promuovere la sua immagine durante un’esposizione universale che, è stato dichiarato, sarà certamente un fallimento?"

LUGANO - Il PPD di Lugano va all'attacco del Municipio sulle iniziative legate a Expo 2015. Il capogruppo in Consiglio Comunale Lorenzo Jelmini ha infatti presentato un'interrogazione piuttosto provocatoria con l'intenzione neppure tanto celata di fare emergere le contraddizioni in casa Lega.
"In merito alla discussa kermesse milanese - si legge nel testo - il Popolo ha preso posizione. L’esito della votazione e la pressione di chi si opponeva a qualsiasi credito destinato a Expo 2015, ha portato il Governo cantonale ha modificare i suoi piani strategici e a decidere di non partecipare ufficialmente né tanto meno investire soldi pubblici a favore di questa esposizione. Le argomentazioni degli oppositori al credito, avvallate dalla maggioranza del popolo votante, erano chiarissime. Expo 2015 è senza dubbio “un bidone proposto da fallitalia e pure gestito da inquisiti”. Inoltre è noto che non si possa destinare nessun fondo pubblico a questa kermesse anche perché i “20 milioni di visitatori preventivati non ci saranno e il 90% dei visitatori sarà composto da italiani che probabilmente tornerà a casa il giorno stesso della visita”. Seguendo questi ragionamenti, non si può che giungere a una sola conclusione: non sprechiamo i nostri soldi per un bidone".
"Sorprende, dunque - scrive ancora Jelmini - che nello stesso giorno in cui il Governo cantonale decide di rinunciare a una partecipazione pubblica per seguire la volontà popolare, il Municipio sembra non volersi curare della volontà espressa da oltre il 55% dei cittadini votanti di Lugano che certamente oggi si dicono perplessi per la decisione di investire comunque su questa manifestazione. Certo gli investimenti verrebbero attuati tutti sul territorio cittadino, e su questo aspetto potremmo pure essere d’accordo giacché riteniamo Expo 2015 una reale occasione, soprattutto considerata la vicinanza e l’attrattiva che la manifestazione può produrre. Tuttavia c’è chi, come già indicato, ha ritenuto necessario argomentare differentemente ottenendo consenso popolare e usando poi questo consenso come clava per modificare le intenzioni dei membri del Governo cantonale, non senza ricordare loro le prossime scadenze elettorali. Seguendo questi ragionamenti, ci si può allora chiedere perché a Lugano gettare soldi pubblici per rendere attrattiva la nostra Città quando è noto, secondo gli esperti citati sopra, che Expo 2015 sarà un flop e i visitatori saranno tutti italiani che si recheranno solo a Milano?".
Le domande al Municipio
1. Non ritiene il Municipio che occorra dare seguito alla volontà popolare?
2. Non ritiene il Municipio che siano inutili investimenti per promuovere la sua immagine durante un’esposizione universale che, è stato dichiarato, sarà certamente un fallimento?
3. Non ritiene il Municipio utile informare per tempo, onde evitare le esperienze negative già vissute con crediti analoghi che abbiamo dovuto votare in fretta e furia (manifestazioni di Genova e Losanna), a quanto ammonta il credito che s’intende mettere a disposizione e per quali iniziative?
4. Non ritiene il Municipio che il progetto “Lugano giardino del mondo” debba seguire i tempi inizialmente previsti anziché anticiparli per essere pronti per EXPO?