I leader di PLR e PPD replicano ai siluri lanciati ieri dal ministro leghista

LUGANO – Rocco Cattaneo e Giovanni Jelmini replicano al discorso del ministro Claudio Zali alla festa organizzata domenica dai Giovani leghisti. Un duro attacco ai partiti storici, quello del consigliere di Stato leghista, in particolare a PLR e PPD. “Dobbiamo ricacciare indietro il PPD e il PLR: devono capire che la politica delle cadreghe, degli appalti, degli amici degli amici, è finita per sempre! Dobbiamo impegnarci tutti per sfaldare la coalizione di chi vuol tornare alla spartizione della torta!”, ha detto Zali.
“Posso capire il tono del discorso davanti ai Giovani leghisti, studiato per accendere gli entusiasmi. Ma probabilmente Zali era un po’ a corto di argomenti ieri e ha deciso di puntare su emozioni e slogan. Sulle cadreghe non mi pare che la Lega possa fare la verginella. Basta guardare con che foga ha affrontato il caso di Valentina Item, al di là che ci fosse un problema di opportunità nella sua nomina, e l’insistenza della Lega stessa nel voler piazzare al Ministero Pubblico l’ex segretaria di Zali. La lega adesso ha il potere e mi pare che alla fine stia facendo gli stessi errori che abbiamo fatto noi in passato”.
Errori, certo, aggiunge Cattaneo. “Io faccio autocritica sul passato. Ma da quando sono presidente del PLR ho cercato di mettere al primo posto, nelle nomine, i principi della competenza e dell’affidabilità, e di evitare i conflitti di interesse, personali e professionali. Dove abbiamo occasione di proporre membri di consigli d’amministrazione, la nostra linea è questa. Il nostro capogruppo Christian Vitta ha anche promosso un’iniziativa parlamentare sulla ‘govenance’ delle aziende parapubbliche. In passato, lo ammetto, ne abbiamo fatti di sbagli. E sul passato accetto le critiche, non sul presente. Il discorso di Zali poteva farlo il Nano dieci anni fa ma adesso mi sembra decisamente fuori luogo”.
Più diplomatico ma non meno tagliente la replica del presidente del PPD, Giovanni Jelmini: “Claudio Zali – dice a liberatv - è stato un magistrato ed è ora Consigliere di Stato; pur comprendendo il condizionamento del clima di campagna elettorale, da un ministro come lui mi sarei aspettato un discorso o anche una critica più di sostanza che di sterile politichetta. Il mio augurio è che nei prossimi mesi non ci si limiti a queste piccole cose e che si possa tornare a parlare e a confrontarsi seriamente anche sul piano politico”.
emmebi