Il ministro del DECS risponde così dal proprio profilo Facebook alle affermazioni del capogruppo PLR, che in un suo contributo dei giorni scorsi a LaRegione aveva definito la sinistra “statalista e demodé”

LOSONE – “Non so cosa sia demodé e cosa sia modé”, ma se esserlo significa accettare la giungla attuale, “allora sono orgoglioso di essere fuori moda, perché questa moda non mi piace e non piace nemmeno a una bella fetta di ticinesi”. Il ministro Manuele Bertoli risponde così dal proprio profilo Facebook alle affermazioni del capogruppo PLR Christian Vitta, che in un suo contributo dei giorni scorsi a LaRegione aveva definito la sinistra “statalista e demodé”.
“Statalista – si chiede Bertoli riprendendo l’aggettivo affibbiato da Vitta al suo partito – perché vuole una cassa unica per uscire dai danni della privatizzazione delle casse malati con premi sempre al rialzo? Statalista perché vorrebbe un intervento più incisivo sul riordino territoriale? Statalista perché vuole investimenti nella scuola pubblica? Statalista perché vorrebbe più regole sul mercato del lavoro per evitare il dumping salariale?”
“Non so cosa sia demodé e cosa sia modé – conclude il ministro –, ma se essere modé significa dire di sì alla giungla attuale sui premi di cassa malati, accettare la devastazione del territorio, il dumping salariale e tenere la scuola al palo, allora sono orgoglioso di essere fuori moda, perché questa moda non mi piace e non piace nemmeno a una bella fetta di ticinesi”.