Il Consigliere di Stato socialista su Facebook: "Sull’afflusso di frontalieri in Ticino non sta campando solo una fetta dell’economia, per ragioni di profitto, ma anche una parte della politica, per tornaconti non meno nobili"

di Manuele Bertoli*
Il direttore del Mattino della domenica Lorenzo Quadri spreca mezza pagina del suo settimanale per denunciare sotto il titolo “Il frontalierato esplode in farmacia” un’invasione di farmacisti frontalieri che toglierebbero il posto alle assistenti di farmacia.
Che il fenomeno della sostituzione (assumere un frontaliere e non un indigeno per pagarlo meno, magari con più competenze) sia un fenomeno reale non lo nega nessuno. Ma di chi è la responsabilità? Dei frontalieri che cercano lavoro o dei “capitani d’industria” che li vanno a cercare, nonché della mancanza di volontà politica di rafforzare le tutele sul mercato del lavoro, mancata volontà che tocca anche la Lega?
L’esplosione è però un’altra cosa: delle 40 assistenti di farmacia diplomatesi a giugno 35 hanno già un posto di lavoro, le altre cinque non ancora, ma vi sono tre posti liberi che non sembrano interessare. Non ci sono farmacisti residenti in Ticino in cerca di un posto di lavoro. Non risultano casi di dumping salariale e la segnalazione di un caso a Chiasso con 2000 franchi al mese di salario si è rivelata una bufala già da tempo, anche se Quadri non sembra essersene accorto. Il DSS non concede più autorizzazioni di stage a farmacisti da oltre confine. Anche nel campo degli apprendisti frontalieri maggiorenni (ovvero quelli che presumibilmente una formazione l’hanno già) il Cantone si è mosso, dietro mia proposta, e il risultato è il loro dimezzamento in un anno, anche se il domenicale non ha avuto tempo o modo di riferirne.
Insomma, sull’afflusso di frontalieri in Ticino non sta campando solo una fetta dell’economia, per ragioni di profitto, ma anche una parte della politica, per tornaconti non meno nobili.
*Consigliere di Stato PS