SECONDO ME - Il Consigliere Nazionale leghista commenta l'intervista al negoziatore italiano: "O gioca a nascondino e fa orecchie da mercante, oppure gli svizzerotti hanno toppato in pieno nelle argomentazioni"

di Lorenzo Quadri*
Al di là delle cortesie diplomatiche di facciata, le dichiarazioni del negoziatore rendono evidente che gli amici italiani ci stanno prendendo per il "lato b" (o meglio, stanno prendendo per il "lato b" la ministra del 5% ed i suoi reggicoda).
La convenzione del 74 - e con essa lo statuto fiscale di frontaliere - deve saltare perché i presupposti su cui era fondata non esistono più da un pezzo; non per questioni numeriche. O il negoziatore italiano gioca a nascondino e fa orecchie da mercante, oppure gli svizzerotti hanno toppato in pieno nelle argomentazioni.
Clamoroso poi il rifiuto di riconoscere il voto popolare del 9 febbraio, oltre alla dichiarazione implicita, ma nemmeno poi tanto, che l'Italia pretende che il Ticino faccia lavorare italiani frontalieri al posto dei residenti. Anche i parolai del Belpaese dovrebbero sapere che l'equazione limitare = annullare non funziona. Ulteriore dimostrazione di chi è "irragionevole" e "chiuso" nei rapporti Svizzera - UE: di certo non noi!
E' poi assurdo che il rappresentante italiano si dimostri non un rappresentante degli italiani, ma un rappresentante dei frontalieri. Fossi un cittadino italiano che lavora in Italia sarei scandalizzato : i frontalieri beneficiano di uno stipendio di favore (svizzero) di una fiscalità di favore, e quindi le imposte che mancano all'erario le devono pagare gli altri: il favoreggiamento è plateale, e il rappresentante italiano ancora lo difende? Per non parlare del grottesco tentativo di attribuire la propria "melina" alla situazione interna svizzera.
La ministra del 5% si è impegnata in giugno con la deputazione ticinese a disdire unilaterlamente la convenzione del 1974 in caso di mancato accordo entro la primavera. Ul bel vedé....
*Consigliere Nazionale Lega