POLITICA E POTERE
I Verdi ticinesi dicono "no" ad Ecopop ma a denti stretti: "Non è un'iniziativa xenofoba e razzista"
Gli ecologisti sulla votazione del 30 novembre: "Il testo va respinto a causa del suo approccio troppo radicale a dei temi che, non di meno, sono reali e importanti"
BELLINZONA - I Verdi questa volta dicono "no". Ma è un "no" a denti stretti, par di capire leggendo il comunicato stampa inviato ai media. Un no con un sacco di "ma". Il che lascia intendere che più di un esponente della dirigenza ecologista voterà di "sì" il 30 novembre (la Gran Consigliera Claudia Crivelli Barella si è già espressa pubblicamente in tal senso). Naturalmente parliamo dell'iniziativa di Ecopop.C'era un certa curiosità nel sapere se dopo lo "strappo" del 9 febbraio il movimento guidato da Sergio Savoia avrebbe concesso il bis, ponendosi ancora una volta in contrapposizione con il partito nazionale. E invece, stavolta, nessuno smarcamento clamoroso anche se, come detto, il "no" ad Ecopop pare tutto tranne che convinto e imperativo."L’iniziativa dell’associazione “Ecologia e popolazione” - si legge in una nota stampa - chiede una rilevante restrizione all’immigrazione sulla base dell’osservazione che negli ultimi anni il forte aumento della popolazione in Svizzera dipende per l'80% dall’immigrazione. I Verdi ticinesi respingono l’iniziativa ritenendola di difficile applicazione poiché troppo rigida. L'economia finirebbe per trovare mille sotterfugi per aggirare il vincolo, tra i quali aumento dei frontalieri, lavoro nero, delocalizzazione all'estero". "Allo stesso tempo - prosegue la nota - i Verdi del Ticino hanno riconosciuto che non si può oggettivamente negare l’impatto sull’ambiente causato dalla crescita demografica. La Svizzera ha un deficit ecologico piuttosto elevato, pari a 4,2 volte le sue riserve, il che è dovuto sia alla sua elevata densità di popolazione, sia al suo elevato standard di vita. La cementificazione e perdita di terreno agricolo e di biodiversità, la qualità dell’aria e dell’acqua, i problemi del traffico richiedono degli interventi incisivi da parte delle autorità che non possono essere efficaci se si mantengono gli attuali livelli di crescita della popolazione"."Le accuse di xenofobia e razzismo nei confronti dell’iniziativa - sottolineano ancora gli ecologisti ticinesi - sono fuori luogo perché in rapporto a un problema che è quantitativo, poco importa il colore della pelle degli abitanti in un dato territorio. Inoltre i Verdi ricordano che occorre rivedere anche i modelli di produzione e di consumo, e mettere in discussione il dogma della crescita economica all’infinito, cosa che l’iniziativa non affronta. Per finire, i Verdi ticinesi ritengono che l’iniziativa vada respinta a causa del suo approccio troppo radicale a dei temi che, non di meno, sono reali e importanti". Insomma, le questioni poste dall'iniziativa sono giuste ma le soluzioni troppo drastiche.Stando così l'UDC dovrebbe essere l'unico partito in Ticino ad appoggiare Ecopop. La Lega sembra infatti indirizzata a scegliere la via della libertà di voto.
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