BELLINZONA - I disoccupati, i giovani, gli anziani, così come gli impiegati o i datori di lavoro, si attendono da noi soluzioni concrete. Non selfie, barzellette e karaoke". Firmato Fiorenzo Dadò. Il capogruppo PPD si scaglia contro il lato pop della politica, puntando il dito contro le apparizioni dei politici nei programmi di intrattenimento, di ieri e di oggi, in cui ministri e deputati offrono al pubblico un immagine di leggerezza, magari raccontando una barzelletta o cantando una canzone. Dadò pubblica le sue riflessioni sul tema in un articolo pubblicato stamane sul Corriere del Ticino: "La legislatura sta per terminare - scrive il candidato azzurro al Governo - tra scandali, show e alcune palesi contraddizioni. Mentre alla radio di Matteo Pelli qualcuno già al mattino può divertirsi ascoltando i karaoke più o meno intonati, le inedite confessioni sui primi amori e le preferenze metal dei consiglieri di Stato, le finanze pubbliche continuano a sprofondare, segnando anche quest’anno un deficit attorno ai 200 milioni. Cifre costantemente in rosso, in un cantone dove l’economia non sta male e vengono distribuiti salari a circa 223.000 lavoratori. Di questi, nonostante le fumose promesse elettorali di quattro anni fa, 62.500 sono frontalieri che continuano ad aumentare, mentre i residenti senza lavoro a carico della disoccupazione, dell’assistenza o della famiglia superano le 18.000 unità". "A questo punto - aggiunge Dadò - dopo che per anni si è parlato con enfasi e visi mesti di misure, rimedi e di road map, immagino che qualcuno si chiederà cosa sia stato fatto o cosa si stia facendo a Bellinzona, anche perché, dall’allegria che emana una parte gaudente della classe politica in fregola elettorale, tutto sembrerebbe oramai risolto e abbondantemente sotto controllo. Senza voler drammatizzare oltre il necessario, purtroppo le cose non stanno così". Il capogruppo PPD afferma che l'unica misura degna di nota del preventivo 2015 è il taglio sui sussidi proposto da Paolo Beltraminelli e recentemente approvato dal Gran Consiglio: "Per il resto - attacca nell'articolo apparso sul CdT - nessuna priorità, nessuna concreta visione, solo un microscopico contenimento della spesa sul personale, accompagnato da tasse, multe, radar e balzelli vari, in gran parte proposti dai due Dipartimenti condotti dalla Lega". E a questo punto entra nel merito della questione che gli sta a cuore: "L’immagine della politica e dei politici, e di conseguenza anche le idee, che sono andate via via deteriorandosi. Purtroppo questo causerà non pochi problemi di autorevolezza e credibilità nel convincere la popolazione su alcune scelte impopolari che andranno prese nei prossimi anni. Nel disperato tentativo di clonare il «modello Borradori», creato dalla naturalezza del sindaco di Lugano, per una sua inimitabile simpatia da guinness popolare, una parte della classe politica che ci ha governato già nelle scorse legislature, non aveva retto alle lusinghe di alcuni rappresentanti dei media, convinta che partecipando ad ogni intruglio mediatico ne beneficiasse l’appeal. L’apice della sciocchezza l’abbiamo visto quando sfilarono goffamente politici di vario calibro su alcune passerelle, prime tra tutte quella della trasmissione il cui nome («De Delirium») era tutto un programma"."Voler mescolare in modo forzato il proprio ruolo istituzionale con la piazza, addirittura snaturando la propria personalità con atteggiamenti puerili e futili, mossi forse dall’ambizione della popolarità, nella migliore delle ipotesi può portare a qualche voto in più, ma non aumenta di un grammo il peso politico e neppure l’autorevolezza e la credibilità di fronte alla popolazione. In un periodo in cui si critica per ogni cosa l’Italia, si sta copiando tutto il peggio che quel Paese offre, invece di cercare di valorizzare il meglio che ci contraddistingue! I disoccupati, i giovani, gli anziani, così come gli impiegati o i datori di lavoro, si attendono da noi soluzioni concrete e soprattutto impegno nel trovare risposte per affrontare l’incertezza del futuro. Non selfie, barzellette e karaoke", chiosa il capogruppo PPD nel suo articolo apparso sul Corriere.