POLITICA E POTERE
Gran Consiglio: approvati i cash bonus... grazie al "salvataggio" di mamma Elena Bacchetta
Il Parlamento ha approvato il credito di 16 milioni a favore della mobilità aziendale e degli ecoincentivi per l'acquisto di veicoli ecologicamente avanzati. Ma sul filo di lana stava per mancare la maggioranza per far passare il provvedimento...
BELLINZONA - Luce verde agli ecoincentivi. Il Gran Consiglio ha detto sì ai così detti cash bonus che favoriranno i ticinesi che vorranno acquistare delle automobili elettriche, a metano oppure ibride. Ecologicamente avanzate, insomma. Ma nel credito di 16 milioni approvato dal Parlamento - che sarà finanziato grazie a un aumento della tassa di circolazione - vi sono contributi anche a favore della mobilità aziendale. Ad opporsi al provvedimento la maggioranza del gruppo PLR, l'UDC e Sergio Morisoli. Favorevoli Lega, PPD, PS e Verdi. I contrari, e qui citiamo per tutti il deputato liberale radicale Giacomo Garzoli, hanno contestato la proposta parlando di "un nuovo aggravio sulle spalle dei cittadini" e di "un finanziamento scriteriato". Anche i favorevoli, tranne i leghisti, hanno mosso delle critiche al Consigliere di Stato Claudio Zali, in particolare per le modalità con cui il sussidio è attribuito e per la sua entità, poi corretta grazie all'approvazione di un emendamento socialista. "Sono due - ha spiegato il direttore del Dipartimento del Territorio - gli obbiettivi principali della proposta. Il primo è avere un paio di migliaia di veicoli efficienti sulle nostre strade per migliorare la qualità dell'aria. Il secondo è quello di fornire un segnale concreto a favore della mobilità aziendale, in modo da fornire delle alternative per i lavoratori dipendenti all'uso dell'auto privata. Si tratta di un provvedimento in particolare in favore del Luganese e del Mendrisiotto, che in questo momento soffocano nel traffico"."Mi chiedo - ha aggiunto Zali - quale formazione politica vorrà dire al Cantone, ma soprattutto al Luganese e al Mendrisiotto, che va tutto bene e non occorre neppure questo segnale in favore di una mobilità sostenibile". "Tutto il denaro inoltre - ha concluso Zali - sarà ridistribuito nel territorio ticinese e questo non l'ho sentito dire dai fautori del libero mercato...in ogni caso noi intendiamo finanziare i cittadini non chi vende le auto". Eppure il credito ha tentato di non passare al fotofinish. Non perché non ci fosse un'ampia maggioranza a favore del credito ma perché, dopo l'inserimento dei principi del freno ai disavanzi nella Costituzione, per le nuove spese c'è bisogno della maggioranza secca dei deputati: quindi almeno 46 su 90. Ebbene, durante il voto di entrata in materia, i favorevoli erano 45. Al che Sergio Savoia, accortosi dell'assenza della collega Elena Bacchetta, le ha telefonato per chiederle dove fosse finita. La giovane deputata era a casa ad allattare la figlia. Informata della situazione, Bacchetta si è dunque precipitata in Parlamento in bicicletta: fortunatamente abita infatti nelle vicinanze di Palazzo delle Orsoline. Risultato: 46 favorevoli ed ecoincentivi approvati. I sostenitori del cash bonus, insomma, sanno chi devono ringraziare...
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