Nel rispondere a due interrogazioni che chiedevano conto di come si fossero realmente svolti i fatti sul caso che ha infiammati l’autunno ticinese, il Consiglio di Stato specifica: “DI e DECS hanno fatto capo alle competenze parallele, non antitetiche”

BELLINZONA – Sul caso dei bambini ecuadoriani non vi fu alcuno scontro. Il chiarimento giunge dallo stesso Governo nel rispondere a due interrogazioni presentate dai deputati Matteo Quadranti (PLR) e Carlo Lepori (PS), che chiedevano conto di come si fossero realmente svolti i fatti nel caso che ha infiammato l’autunno ticinese.
Anzi, il Consiglio di Stato, si legge, “si rammarica del fatto che la convergenza di queste competenze (ndr. del Dipartimento delle istituzioni e del DECS) sia stata intesa da taluni come uno scontro tra i due Consiglieri di Stato responsabili, ciò che non corrisponde alla realtà”. E, aggiunge dopo aver ricapitolato i passi mossi da entrambe i dipartimenti nei rispettivi ambiti, “il Consiglio di Stato ribadisce che DI e DECS hanno fatto capo alle competenze parallele, non antitetiche, che sono affidate ai due Dipartimenti dalla legislazione in materia di stranieri, da un lato, e da quella sul diritto all’istruzione scolastica di base, dall’altro”.
Le interrogazioni presentate dai deputati rimproveravano inoltre al Dipartimento delle istituzioni di aver dato avvio, durante la settimana dei morti, a una “ricerca intensiva” dei due bambini e dei loro genitori. Punto anche questo smentito dalla risposta fornita dal Governo, ricordando che, innanzitutto, grazie alle informazioni fornite dallo stesso municipio del Gambarogno, “il reperimento di due persone appartenenti a famiglie ecuadoriane con bambini, che vivevano in sistemazioni di fortuna o in un monolocale in locazione a Contone e che suonavano nei pressi dei grandi magazzini o che vendevano propria merce, non è stato particolarmente arduo”.
Anzi, specifica ancora la nota, “contrariamente a quanto affermato, il DI non ha promosso una ‘ricerca intensiva’ o addirittura di polizia dei padri dei due bambini. I medesimi si sono annunciati all’Ufficio della Migrazione per ricevere informazioni in merito al loro soggiorno e si sono poi recati senza restrizioni presso tale ufficio, dove i funzionari competenti hanno correttamente proceduto alla loro audizione e hanno prospettato loro i provvedimenti che la legge impone nel caso di permanenza senza permessi”.
Risolti i punti salienti della bagarre sollevatasi sul fronte politico, il Consiglio di Stato riporta anche le conclusioni presentate dalla perizia giuridica sul caso chiesta all’avvocato Guido Corti. Insomma, se da un lato anche lo stesso Consiglio federale si è più volte pronunciato negli anni in favore di un diritto all’istruzione senza discriminazioni di sorta, è anche vero, dall’altro, che tale diritto di base “non è però né illimitato né esente da condizioni”. La presenza dell’allievo può essere sì relativamente breve, aggiunge il Governo, “ma non puramente passeggera o transitoria: deve avere una certa durata (di almeno tre mesi) e deve inoltre riguardare lo stesso Comune”.