Il direttore del Mattino: "Le presunte associazioni alla violenza che la prima pagina conterrebbe, sono l'ennesimo parto della sua fervida, ma alquanto monotona, fantasia"

di Lorenzo Quadri*
A Raoul Ghisletta, presidente del PS di Lugano, la prima pagina del Mattino odierno ha provocato l'ennesimo travaso di bile. Le presunte associazioni alla violenza che essa conterrebbe, poi, sono l'ennesimo parto della sua fervida, ma alquanto monotona, fantasia. Nella scontata presa di posizione di Ghisletta i termini fascisteggiante, razzista e xenofobo ricorrono ogni due parole. Magari ogni tanto si potrebbe anche aprire il dizionario dei sinonimi, tanto per non propinare ai tre lettori sempre la stessa minestra ribollita.
Al presidente PS di Lugano dà evidentemente fastidio che gli si faccia notare come il suo partito, che si è sempre rifiutato categoricamente di sostenere la causa del cristianesimo, adesso va in giro a chiedere più moschee in Ticino, nella speranza di racimolare qualche voto. Altrettanto lampante è che Ghisletta non è in chiaro su quello che fa il Dicastero integrazione ed informazione sociale di Lugano (DIIS), che non è un dicastero per l'integrazione degli stranieri e non lo è mai stato. Sostenere iniziative per l'integrazione è solo uno dei tanti compiti di questo piccolo dicastero che si occupa, tra l'altro, di prevenzione e promozione della salute, della promozione del volontariato, del progetto prossimità giovani, eccetera.
Se il forum per il dialogo interreligioso arranca Ghisletta potrebbe cominciare ad informarsi sui motivi, che non c'entrano con il capodicastero DIIS. Capisco bene che il mio ruolo dia comunque molto fastidio al presidente della sezione PS di Lugano poiché gli fa saltare i suoi banali e strumentali schemini preconcetti su razzisti, xenofobi e fascisti.
Caro Ghisletta fattene una ragione: il mondo è più complesso dei luoghi comuni della sinistruccia nostrana spalancatrice di frontiere e multikulti...
*direttore Mattino della Domenica