POLITICA E POTERE
Cambio, la Lega sulle barricate: "Ennesimo colpo basso inferto al Ticino dai burocrati d’Oltregottardo"
Il Movimento di via Monte Boglia boccia la BNS e chiede "l’immediata applicazione del voto del 9 febbraio e quindi del contingentamento dei frontalieri, unico mezzo efficace per evitare il tracollo completo del marcato del lavoro ticinese"

LUGANO - La Lega dei Ticinesi si scaglia contro quella che definisce "la sciagurata decisione della Banca Nazionale di abolire la soglia minima di cambio tra franco svizzero e euro".

Secondo il Movimento di via Monte Boglia questa scelta della BNS "è l’ennesimo colpo basso inferto al Ticino dai burocrati d’Oltregottardo. Il commercio ed il turismo ticinesi risentiranno in modo pesantissimo dell’apprezzamento del franco, con gravi ripercussioni su tutta l’economia, sul mercato del lavoro e sul gettito fiscale cantonale e comunale. La decisione della BNS costituisce inoltre l’ennesimo regalo ingiustificato (aumento fattuale in busta paga) ai frontalieri ed ai padroncini. A cosa servono i sacrosanti aggravi fiscali ai frontalieri se poi li si annulla con regali sul cambio? Fenomeni come il dumping salariale e la sostituzione dei residenti sul mercato del lavoro, con conseguente esplosione dei casi d’assistenza in Ticino, ne risulteranno ulteriormente esacerbati. Ricorrere a forza lavoro d’Oltreconfine diventerà ancora più conveniente! Con la sua decisione odierna la BNS fa scelleratamente strame degli sforzi del Ticino volti a limitare l’invasione da sud tramite diminuzione dell’attrattività del frontalierato".

"La Lega dei Ticinesi - prosegue la nota - si aspetta dal mondo politico ticinese - in primis Consiglio di Stato e Deputazione alle Camere federali - una pronta ed energica reazione nelle opportune sedi bernesi. La Lega dei Ticinesi si aspetta parimenti dal padronato una tangibile dimostrazione della tanto decantata “responsabilità sociale”: quindi niente ulteriore ricorso a frontalieri e padroncini a scapito di lavoratori ed artigiani ticinesi approfittando delle nuove sciagurate “condizioni quadro” poste dalla BNS (alla quale, è evidente, della situazione del nostro Cantone importa meno di zero)".

"La Lega dei Ticinesi - si conclude la nota - pretende inoltre l’immediata applicazione del voto del 9 febbraio e quindi del contingentamento dei frontalieri, unico mezzo efficace per evitare il tracollo completo del marcato del lavoro ticinese. Applicare finalmente la volontà popolare, a quasi un anno di distanza dal voto, è il minimo che la Berna federale può fare dopo questo ennesimo disastro!".

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