POLITICA E POTERE
Sorpresa: da Berna non arriva il "mena via". I Senatori chiedono approfondimenti al Governo dopo la missione dei ticinesi
La Commissione degli Stati, all'indomani dell'audizione dei Gran Consiglieri ticinesi, congela il giudizio sulle iniziative votate dal Gran Consiglio e convoca i Consiglieri Federali competenti. I Senatori preoccupati dalle ripercussioni del cambio
BELLINZONA - A qualcosa è servito. All'indomani della missione a Berna di alcuni Gran Consiglieri ticinesi - Maurizio Agustoni, Saverio Lurati, Christian Vitta e Francesco Maggi - dalla capitale federale giungono segnali positivi. La Commissione dell'economia e dei tributi del Consiglio degli Stati pare infatti aver percepito quanto meno le preoccupazioni esposte dai nostri deputati. La delegazione ticinese, ricordiamo, si era recata a Palazzo Federale per presentare tre iniziative approvate dal Gran Consiglio. Quella proposta dal PPD che chiede che la Confederazione attribuisca ai cantoni, limitatamente alla categoria dei frontalieri, la competenza di fissare i contingenti per il proprio territorio votati il 9 febbraio; quella dei Verdi per la creazione di uno Statuto speciale per il Ticino per attuare contromisure specifiche alle conseguenze negative dell'accordo di Libera circolazione; quella del PLR che chiedeva alla Confederazione di disdire unilateralmente l'accordo sui frontalieri del 1974. Iniziativa quest'ultima messa in congelatore su richiesta dello stesso PLR in attesa degli sviluppi sul nuovo accordo fiscale tra Svizzera e Italia. Ma tornando al fatto. I nostri Gran Consiglieri devono aver attirato l'attenzione dei senatori con le loro argomentazione. Sì perché oggi la Commissione ha diramato una nota stampa in cui non c'è il "mena via" che un po' tutti si aspettavano. Al contrario: i Consiglieri agli Stati vogliono vederci chiaro. Per questo hanno deciso "di prendere posizione sulle iniziative cantonali soltanto dopo aver sentito i competenti consiglieri federali".La richiesta di approfondimenti è legata soprattutto, scrivono i senatori, "all'abolizione del tasso di cambio fisso franco-euro e le relative presumibili ripercussioni sul mercato del lavoro, sul comportamento dei consumatori, sul turismo e sull'industria d'esportazione". fattori, aggiungono, che potranno "farsi sentire in modo particolarmente marcato nel Cantone del Ticino". Alla luce della decisione della Banca Nazionale, quindi, i Consiglieri Federali dovranno prendere posizione sulle ricadute negative in Ticino esprimendo un "giudizio più preciso".Quanto alle problematiche concernenti il frontalierato, la Commissione "riconosce che il Cantone del Ticino è particolarmente colpito dalla problematica e dalle ripercussioni della libera circolazione delle persone". Tuttavia, secondo i senatori, "un importante miglioramento è stato raggiunto con la sostanziale intesa fra Svizzera e Italia in merito alla futura cooperazione in materia fiscale che include anche l'Accordo sui frontalieri".
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