POLITICA E POTERE
Ecco il nuovo decalogo leghista. Dalla sicurezza all'ambiente, all'ecotassa per i frontalieri. "E nessuna prestazione sociale per chi ha solo un permesso B"
Il movimento di via Monte Boglia pubblica il suo programma elettorale: "10 punti per il Ticino"

LUGANO - Un decalogo riveduto e corretto. La Lega pubblica oggi sull'ultima pagina del Mattino i dieci punti della sua campagna elettorale: 10 punti per il Ticino. Sulla pagina campeggia una fotografia dei due ministri uscenti, Norman Gobbi e Claudio Zali come messaggio di unità. Lavoro, sicurezza, revisione delle chiavi di riparto delle imposte di grandi aziende che fanno utili in Ticino, difesa di "ciò che rimane della piazza finanziaria", espulsione dei criminali straniera, no all'islamizzazione del Ticino, nessuna prestazione sociale ai titolari di permessi B, ecotassa per i frontalieri e tassa di collegamento per i grandi generatori di traffico... Sono alcuni punti del programma leghista. Ma ecco, l'intero decalogo.

1) TUTELARE IL LAVORO DEI TICINESI 

È necessario arginare con misure ancora più incisive a livello federale e cantonale la sostituzione dei lavoratori Ticinesi sul mercato del lavoro da parte di frontalieri, l’invasione di pa­droncini (che lavorano praticamente tutti in nero), come pure la pressione al ribasso sui salari dei residenti.

Chi lavora a tempo pieno deve ricevere un salario che per­metta di fare fronte alle proprie necessità senza bisogno di aiuti sociali.

L’iniziativa del 9 febbraio 2014 deve essere tradotta in pratica al più presto mediante la fissazione di contingenti adeguati alla realtà ticinese – nessun nuovo permesso G finché, per un impiego, ci sono candidati ticinesi a disposizione.

Il dilagare di padroncini e distaccati deve essere ostacolato, introducendo l’obbligo di presentare ad uno sportello una notifica cartacea con documenti giustificativi; i nominativi di padroncini e distaccati vanno trasmessi d’ufficio al Fisco italiano.

Nelle commesse pubbliche bisogna privilegiare le ditte Sviz­zere e possibilmente quelle ticinesi.

Le aziende che assumono ticinesi vanno favorite nell’asse­gnazione di commesse pubbliche; parimenti si chiede l’intro­duzione del divieto di subappalto a ditte estere. Non vogliamo più avere un cantiere scandalo come il LAC! 

2) RECUPERO DEI DISOCCUPATI E DI CHI BENEFICIA DELL’ASSISTENZA SOCIALE

È necessario investire in misura importante per invertire la tendenza all’aumento dei casi di disoccupati che finiscono a carico dell’assistenza sociale.

Occorre organizzare piani occupazionali e occasioni di formazione professionale che offrano reali opportunità di (re)inserimento nel mondo del lavoro.

Nei concorsi pubblici va per quanto possibile data la preferenza a candidati in disoccupa­zione o in assistenza.

L’orientamento professionale deve indirizzare i giovani verso professioni che abbiano sbocchi concreti.

Gli utili della BNS vanno utilizzati per promuo­vere l’occupazione dei Ticinesi. 

3) DIFENDERE CIÒ CHE RIMANE DELLA PIAZZA FINANZIARIA 

La Lega si è sempre battuta a difesa della piazza finanziaria, lanciando anche un’iniziativa popolare a livello federale per l’inserimento del segreto bancario nella Costituzione.

La rinuncia senza contropartite al segreto bancario decisa da Berna comporta gravi conseguenze per la nostra Piazza finanziaria ticinese. Il Cantone dovrà adoperarsi al meglio in difesa dell’occupa­zione nel settore bancario e parabancario, e promuoverne per quanto possibile il rilancio. 

4) GARANTIRE LA SICUREZZA DEI CITTADINI TICINESI 

Sosteniamo le azioni promosse a livello cantonale per aumen­tare il presidio del territorio da parte della Polizia cantonale; in particolare attraverso l’adeguamento degli effettivi e la regionalizzazione della Gendarmeria. Con queste misure ogni regione del Cantone avrà servizi di polizia 24h/24 e sportelli sempre disponibili per denunce e segnalazioni.

La Polizia cantonale, con il supporto delle Comunali, dovrà essere impiegata in maniera ancora più intensa e mi­rata alla prevenzione di rapine e furti nelle abitazioni.

Servono controlli sistematici di veicoli sospetti e la chiusura notturna dei valichi secondari.

Rafforzamento della presenza delle Guardie di confine ai va­lichi con l’Italia: solo controllando la porta di casa, evitiamo di trovarci ospiti non graditi! 

5) IMPEGNO IN FAVORE DELLE FINANZE CANTONALI 

La situazione finanziaria del Cantone va migliorata in primo luogo rivendicando dalla Confederazione una più equa ripartizione delle risorse: perequazione intercantonale, dazi sui car­buranti, imposta preventiva, imposte alla fonte sono tutti ambiti nei quali il Ticino è regolarmente penalizzato da Berna. Le chiavi di riparto del gettito fiscale di aziende (vedi assicu­razioni, grandi magazzini, ecc.) che realizzano utili importanti in Ticino, ma che vi pagano imposte irrisorie, vanno riviste a vantaggio del nostro Cantone.

Senza un dovuto maggiore afflusso di risorse da Berna è illu­sorio volere portare i conti del Cantone in pareggio, perché questo avverrebbe sulla pelle dei cittadini. In tempi di crisi il Cantone in maniera anticiclica deve sforzarsi di sostenere i propri cittadini.

Va da sé che il Cantone, in ogni caso, deve gestirsi in modo parsimonioso, contenendo la spesa nell’amministrazione e combattendo gli abusi nella socialità, come pure l’immigra­zione nello Stato sociale.

Ci opponiamo all’ulteriore e paventata penalizzazione dei pic­coli proprietari di immobili tramite raddoppio dei valori di stima. 

6) STRANIERI, IDENTITÀ E LOTTA AGLI ABUSI 

Espulsione effettiva degli stranieri che delinquono, attraverso decisioni amministrative.

Agli stranieri richiesta sistematica dei casellari giu­diziari prima del rilascio di qualsiasi nuovo per­messo.

L’integrazione è compito dello straniero e non del cittadino ticinese: l’immigrato, proveniente da “altre culture”, che non intende conformarsi con le nostre regole ed i nostri modi di vita, non è al suo posto in Ticino.

Difesa delle nostre radici e delle nostre tradizioni dai costanti attacchi degli spalancatori di frontiere “politicamente corretti”.

Ci opponiamo all’islamizzazione del Ticino.

Combattere gli abusi nella socialità e nel settore dei permessi di dimora e domicilio permette di risparmiare decine di milioni all’anno. Occorre incrementare i controlli laddove vi sia il sospetto che prestazioni sociali vengano percepite senza di­ritto, in particolare attraverso gli organi comunali preposti al presidio del territorio. Parimenti, l’ufficio dell’ispettorato so­ciale va potenziato, operazione che si autofinanzierebbe.

A cittadini stranieri durevolmente a carico dello Stato sociale non deve essere rinnovato il permesso di dimora, rispettivamente deve essere revocato il permesso di domicilio.

Si chiede che nessuna prestazione sociale venga erogata ai ti­tolari di un permesso B. 

7) TRAFFICO E MOBILITÀ 

Accelerare per quanto possibile la realizzazione di opere via­rie strategiche nei comparti del Malcantone e del Piano di Ma­gadino.

Impegno a favore della realizzazione del tunnel stradale di ri­sanamento del San Gottardo, migliorando la sicurezza di collegamento e senza aumentare la capacità di transito grazie a due tunnel unidirezionali ad una corsia di scorrimento.

Impegno a favore del miglioramento costante dell’offerta di trasporto pubblico.

Contenimento del traffico pendolare, in particolare quello ge­nerato dai 62'500 lavoratori frontalieri. Occorre ripristinare una situazione di mobilità accettabile, attraverso la promo­zione di forme di mobilità ambientalmente sostenibili e tra­mite l’introduzione di una tassa di collegamento a carico dei grandi generatori di traffico in favore del trasporto pubblico. Chiediamo la promozione dell’ecotassa a carico dei frontalieri che usufruiscono delle nostre strade, senza pagare imposte di circolazione e dazi. 

8) IMPEGNO PER UNO SVILUPPO SOSTENIBILE 

Tramite una pianificazione oculata, il poco territorio dispo­nibile deve essere utilizzato in favore di uno sviluppo sostenibile. Va privilegiata la creazione di riserve di spazi verdi a beneficio della popolazione.

Occorre preservare le grandi superfici da edificazioni che non comportano un valore aggiunto per il Cantone, ma creano solo posti di lavoro per frontalieri, traffico ed inquinamento. Vanno concretizzate le opportunità offerte dall’apertura della galleria di base AlpTransit del Gottardo, evitando però ulte­riori pressioni sul territorio.

Ci impegniamo nel preservare la qualità di vita, attraverso la lotta all’inquinamento con misure puntuali a favore dell’ambiente, rispettivamente per garantire la fruibilità del territorio. 

9) INVESTIRE NEL TERRITORIO 

Il territorio, anche in considerazione dei cambiamenti clima­tici in atto, va mantenuto sicuro mediante adeguati investi­menti in ambito forestale, agricolo, nei corsi d’acqua, nei manufatti e nel patrimonio stradale.

Queste opere promuovono la sicurezza dei cittadini e vanno a beneficio delle aziende locali, salvaguardando posti di la­voro, in particolare nelle regioni periferiche.

Chiediamo di non demolire i rustici, patrimonio territoriale e culturale tipico del Ticino. Parimenti si chiede di permetterne le riattazioni. 

10) RAPPORTI CON BERNA E CON L’ITALIA 

a) Con Berna: 

No ad atteggiamenti di sudditanza nei confronti della Confe­derazione, tipici dei partiti storici che devono rendere conto alle direzioni nazionali.

Il Ticino è confrontato con difficoltà (occupazione, sicurezza, viabilità) figlie della devastante libera circolazione delle per­sone; difficoltà che sono uniche in Svizzera. Servono pertanto delle soluzioni su misura. 

b) Con l’Italia: 

Basta con l’applicazione pedissequa ed autolesionista degli accordi bilaterali.

Chiediamo vigilanza sulle inadempienze da parte italiana: fer­rovia Mendrisio-Varese ed in generale realizzazione di opere di interesse transfrontaliero, inquinamento del Ceresio, rego­lazione del livello del Lago Maggiore, sequestro di automezzi di linea, ecc.

Approviamo la collaborazione sui temi della mobilità e della sicurezza.

Siamo pronti al blocco dei ristorni dell’imposta alla fonte dei frontalieri qualora fosse necessario.

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