Primo firmatario Samuele Cavadini, il testo chiede lumi sui costi amministrativi generati dal rilascio di sempre più permessi, concentrandosi soprattutto su quelli per i lavoratori d’oltre frontiera, “che registrano l’aumento più marcato”

BELLINZONA – A quanto ammonta l’incasso complessivo generato dalle varie procedure relative ai permessi G? e a quanto i costi per la loro gestione? E ancora: le attuali tariffe sono sufficienti per la copertura dei costi causati dalla procedura di rilascio del permesso?
Queste alcune delle domande rivolte al Governo nell’interrogazione inoltrata oggi dal deputato PLR Samuele Cavadini, primo firmatario dell’atto, che chiede appunto lumi al Consiglio di Stato sull’ammontare dei costi generati dal rilascio dei permessi, in particolare quelli per frontalieri, che registrano l’aumento più marcato.
Evoluzione spesso al centro della cronaca e testimoniata anche dai dati forniti dall’Ufficio cantonale di statistica, di cui Cavadini riporta la tabella riassuntiva (vedi gallery), dai quali “si evince chiaramente l’andamento degli ultimi anni”, fino al 2013. Mentre “una recente stima cifrerebbe i frontalieri a quota 62’481”.
Per il rilascio del permesso G, prosegue il deputato, il Cantone, per il tramite del Dipartimento delle Istituzioni, incassa una prestazione secondo un tariffario differenziato a seconda del tipo di pratica (rilascio, rinnovo, duplicato e via dicendo), che prevede il pagamento, per i frontalieri europei, dai 39 ai 69 franchi, mentre per quelli da Stati terzi dai 24 ai 109. (le cifre in dettaglio nelle immagini della gallery, tratte dal testo dell’interrogazione)
Alla luce di queste considerazioni, Cavadini (insieme ai cofirmatari Franco Celio, Giorgio Galusero, Christian Vitta, Andrea Giudici, Stefano Steiger, Jean-Francois Dominé, Walter Gianora, Giorgio Pellanda e Bixio Caprara) chiede quindi al Consiglio di Stato:
1. A quanto ammonta l’incasso complessivo generato dalle varie procedure relative ai permessi G? A quanto i costi per la loro gestione (gestione incarti, rilascio, controlli, ecc.)?
2. Il Dipartimento è in grado di eseguire una gestione secondo oggettivi criteri di contabilità analitica?
3. Le attuali tariffe sono sufficienti per la copertura dei costi causati dalla procedura di rilascio del permesso di tipo G? È possibile ottenere utili per quanto attiene le procedure di gestione dei permessi per stranieri in generale e per i permessi G in particolare?
4. Il Dipartimento prevede un adeguamento automatico delle tariffe, se sì sulla base di quali fattori?
5. È ipotizzabile prevedere una tassa di rinnovo annua (o con altre scadenze) anche per i permessi rilasciati sulla base di un contratto a tempo indeterminato (validità massima attuale pari a 5 anni)?
6. L’incremento maggiore a livello di rilascio di permessi è riscontrabile nei permessi di tipo G, tuttavia si sta delineando una crescita anche per altri tipi di permesso (quantomeno prendendo quale riferimento il 2010) in particolare per i permessi di dimora (tipo B). Sempre per quanto attiene l’ammontare delle prestazioni incassabili nell’ambito delle procedure di rilascio e gestione dei permessi, e sulla scorta delle domande precedentemente formulate, come valuta il Dipartimento la situazione anche per gli altri tipi di permesso (B, C, L)?
7. Esiste una statistica più aggiornata sull’ammontare dei permessi per stranieri rilasciati?