È compito di un Governo difendere la dignità delle proprie istituzioni e dei propri concittadini. E quando il proprio popolo viene tacciato di nazismo e paragonato ai nazisti che rastrellavano gli ebrei una reazione è obbligatoria

di Andrea Leoni e Marco Bazzi
I ticinesi come i nazisti. O per meglio dire: gli abitanti di Claro e i loro rappresentanti politici come i fascisti quando promulgarono le leggi razziali del Terzo Reich durante la seconda guerra mondiale. Il messaggio è arrivato di buon mattino a milioni di italiani sintonizzati sul principale canale pubblico della televisione, RAI 1.
Un messaggio lanciato non da un comico in vena di provocazioni estreme o da un politicante bramoso dei "15 minuti di celebrità". No, a tracciare il parallelismo tra il bollino pro residenti del piccolo comune del Bellinzonese, e i cartelli che venivano apposti sulle vetrine dei negozi italiani per certificare la "purezza ariana" dei dipendenti, è stato uno dei più popolari e navigati giornalisti della Rai.
Si fa presto, dopo l'editoriale di Franco Di Mare a Unomattina, a tentare di sminuire la storia professionale di questo giornalista che è invece di prim'ordine. Ed è questa constatazione che lascia esterrefatti e che rende particolarmente gravi e pericolose le affermazioni di Di Mare. Un giornalista che ha girato il Mondo (basta leggere la sua scheda su wikipedia) e che di conseguenza può vantareun'esperienza e una credibilità al massimo livello, rischia di essere creduto dal suo vasto pubblico anche quando si lancia, attraversando goffamente una selva di imprecisioni, in una "sentenza" talmente odiosa e strampalata da offendere in un colpo solo le vittime dell'Olocausto e i ticinesi.
Per carità, una gaffe, anche di questa gravità, può essere perdonata se offre lo spunto per aprire un confronto che porti a correggere l'ignobile boutade. E che sia chiaro: guai alla censura, anche delle coglionate! Ma una reazione politica, questa sì, sarebbe più che opportuna.
Crediamo che sia compito di un Governo difendere la dignità delle proprie istituzioni e dei propri concittadini. E quando il proprio popolo viene tacciato di nazismo e paragonato ai nazisti che rastrellavano gli ebrei per mandarli nei campi di concentramento e sterminarli una reazione è obbligatoria. Non già per smentire l'ovvio quanto piuttosto per sottolineare con fermezza che certe offese non le accettiamo, soprattutto se vengono spacciate come verità senza contraddittorio e diffuse a milioni di italiani tramite il principale canale della televisione di Stato. Immaginiamoci cosa sarebbe successo se un giornalista (non un politico!) della televisione pubblica svizzera avesse fatto all'Italia un affronto di questo tipo. Apriti cielo…
E allora, siccome il nostro Consiglio di Stato settimanalmente non lesina comunicazioni e prese di posizione sui più disparati temi, e in passato non si è certo negato l'opzione di esprimersi su rilevanti (o meno) fatti nazionali e internazionali, crediamo che sia necessario e doveroso che i nostri ministri scrivano una nota di protesta pubblica da inviare sia al Consolato d'Italia di Lugano sia alla Confederazione affinché si faccia portavoce verso Roma. Lo devono ai ticinesi e agli abitanti di Claro.