POLITICA E POTERE
Accordi fiscali, un rappresentante del Ticino nel gruppo che concretizzerà la road-map? “Difficile. Troppi ostacoli”
Questa l’opinione della deputazione ticinese alle Camere federali, per cui la richiesta avanzata dal Consiglio di Stato con la lettera inviata al Segretario di Stato Jacques de Watteville a inizio marzo rischia di cadere nel vuoto

BERNA – Un rappresentante del Ticino nel gruppo di pilotaggio che dovrà concretizzare la ‘road map’ tra Italia e Svizzera? Difficile secondo la deputazione ticinese alle Camere federali, per cui la richiesta avanzata dal Consiglio di Stato con la lettera inviata al Segretario di Stato Jacques de Watteville a inizio marzo (vedi suggeriti) rischia di cadere nel vuoto.

Una impasse emersa settimana scorsa, quando la deputazione ticinese ha sollevato il problema nel corso dell’incontro avuto con la consigliera federale Eveline Widmer-Schlumpf e il Segretario di Stato alle questioni finanziarie internazionali Jacques de Watteville

Troppi infatti gli ostacoli che si frappongono fra il desiderio espresso da Bellinzona e la sua realizzazione, Svizzera e Italia la vedono infatti diversamente sulla presenza di rappresentanti regionali alle trattative: se la Costituzione elvetica prevede la possibilità di un coinvolgimenti dei Cantoni nella politica estera, così non è per Roma. Insomma, alla presenza di una voce ticinese dovrebbe far da controcanto una analoga in rappresentanza della Lombardia.

Alcuni colpi però si è riusciti a metterli a segno, come ha sottolineato la presidente della deputazione Marina Carobbio Guscetti stilando un bilancio di quest’ultima sessione parlamentare e lodando il lavoro di gruppo che si è riusciti a fare in favore degli interessi del Ticino. Fra i ‘bonus’ ha citato la sospensione dell’esame, ancora a livello di commissione, della revisione dell’imposizione alla fonte del reddito da attività lucrativa.

Ora non resta che attendere la firma dell’accordo tra la Svizzera e l’Italia sulla tassazione dei frontalieri, prevista per inizio estate, quando riprenderanno anche i lavori sul versante interno.

Resi noti i termini dell’intesa, la deputazione potrà concentrarsi sulla proposta di tassazione ordinaria. Proposta su cui la deputazione non esclude di far pressione per ottenerne dei miglioramenti. Rischio della revisione, più che gli sgravi che i frontalieri potrebbero ottenere se decidessero di optare per l’imposizione ordinaria, al pari dei residenti, è la mole di lavoro amministrativo che questa scelta comporterebbe.

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