POLITICA E POTERE
Le AIL al centro di una interpellanza di Ghisletta: “Mentre le azioni di Alpiq calano ancora, i salari dei manager AIL spiccano il volo e sbucano i bonus per il CdA”
Gli stipendi dei quadri superiori delle Aziende sono ora sganciati dalle classi del regolamento aziendale, permettendogli “di veleggiare liberamente verso l’alto in un momenti di crisi, in cui molti politici si sciacquano la bocca parlando di sacrifici”

LUGANO – Mentre le azioni di Alpiq sono in discesa, aumentano i salari dei manager di AIL e compaiono bonus per i membri del CdA. È il controsenso evidenziato da Raoul Ghisletta, con una interpellanza consegnata al Municipio insieme ai colleghi Martino Rossi ed Edoardo Cappelletti, e su cui si chiede di far chiarezza.

Le AIL infatti, ricordano i firmatari nel testo dell’atto, “hanno acquistato un cospicuo pacchetto di azioni di Alpiq nel 2006 senza l’avallo del Consiglio comunale: doveva essere “l’affare del secolo”, come pure un investimento “azzeccato” e “sicuro” secondo il duo leghista  Bignasca (sul Mattino della domenica) e Quadri (in un atto parlamentare cantonale) e invece si è rivelato un flop finanziario. Le azioni di Alpiq sono nuovamente calate negli ultimi mesi, scendendo ultimamente sotto gli 80 franchi”.

A fronte di questo flop, si legge ancora, “nel frattempo come sta accadendo in molte le società anonime pubbliche non più controllate dai legislativi, le manie di grandezza aumentano di anno in anno e lo spirito “capitalistico” pervade sempre più i dirigenti, che “capitalisti” non sono certamente in quanto non rischiano un centesimo del loro patrimonio. Dopo aver licenziato ed esternalizzato le donne di pulizie, il direttore si è autodefinito “Presidente della Direzione generale” (composta da 4 persone in totale!) e l’anno scorso gli stipendi dei “Quadri Superiori” delle AIL SA sono stati sganciati dalla scala degli stipendi del regolamento aziendale dei dipendenti AIL SA: questo per permettere agli stipendi dei “Quadri Superiori” di veleggiare liberamente verso l’alto”.

I firmatari, ricordandone la composizione, non lesinano critiche anche nei confronti del Consiglio di Amministrazione delle AIL, i cui membri (ossia: Carlo Guglielmini (presidente), Michele Foletti (vicepresidente), Angelo Bernasconi (segretario) e i quattro membri Gian Maria Bianchetti, Alberto Di Stefano, Erasmo Pelli e Nicola Schönenberger) “non sono da meno in queste manie “capitalistiche”, in quanto hanno introdotto la prassi di darsi dei bonus oltre alle indennità che li ricompensano per il lavoro svolto (qualcuno ha perlomeno il buon gusto di devolverlo in beneficenza)”.

E tutto questo, aggiungono, “accade nelle AIL in un momenti di crisi, in cui molti politici locali si sciacquano la bocca dicendo che bisogna fare dei sacrifici e combattere la disoccupazione”.

Perciò, ricordando che “in Città ci sono centinaia di persone, anche con formazione di elettricista, in disoccupazione e in assistenza” e che “i dipendenti della Città sono stati chiamati a fare importanti sacrifici che hanno ridotto il loro salario netto”, i firmatari chiedono al Municipio:

1. ritiene giusto che i “Quadri Superiori” delle AIL SA possano vedere aumentati i loro salari, sganciandosi dalle classi del regolamento aziendale?
2. ritiene giusto che i membri del Consiglio d’amministrazione AIL SA abbiano deciso di versarsi dei bonus?
3. qual è stato l’aumento della massa salariale dei “Quadri Superiori” AIL SA tra 2014 e 2015?
4. qual è stato l’insieme dei bonus versati ai “Quadri Superiori” AIL SA?
5. a quanto ammontano i bonus versati ai membri del Consiglio d’amministrazione AIL SA (dati annuali da quando sono stati introdotti)?
6. a quanto ammontano le perdite sulle azioni Alpiq detenute dalle AIL SA nel 2014?
7. cosa intende fare il Municipio per riportare i salari dei “Quadri Superiori” nell’alveo originario?
8. cosa intende fare per mettere un termine alla pratica dei bonus nei consigli d’amministrazione delle società anonime cittadine?

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