Il legale della donna ritiene che la sua nomina a event manager del LAC sia legittima e che il Municipio si sia piegato al "volere della piazza"

LUGANO - Claudia Burgarella non si è dimessa. Ha solo smesso di lavorare il 18 marzo in attesa che il Consiglio di Stato si pronunci sul ricorso contro l'annullamento della sua nomina a event manager del LAC. Lo afferma il legale della 34enne che è finita suo malgrado al centro del noto pasticciaccio, il cui ultimo atto è stato rivelato ieri da liberatv (e non "da alcuni siti" come scrive oggi il Corriere del Ticino: il Municipio di Lugano ha proposto a Burgarella di restare al LAC ri-assumendola in qualità di event manager "junior" a un salario annuo di circa 20'000 franchi inferiore a quello previsto inizialmente (leggi l'articolo correlato). Una proposta che Burgarella avrebbe accettato ma solo per un periodo più lungo di quello proposto dal Municipio, che le ha proposto un contratto limitato a due anni.
Secondo il suo legale, l’avvocato Costantino Delogu, interpellato dal Corriere del Ticino, Burgarella non ha dunque rassegnato le dimissioni dal LAC, ma ha solo smesso di andare al lavoro in attesa che le cose si chiariscano. Fonti di liberatv sostengono comunque che la decisione di Burgarella non è piaciuta affatto non solo al Municipio ma anche al direttore del LAC Michel Gagnon.
L'avvocato ritiene che il concorso che ha portato alla nomina della giovane italiana alla direzione degli eventi del LAC va considerato valido perchè la sua assistita rispetterebbe i requisiti. Per Delogu, l’Esecutivo ha agito in modo poco corretto piegandosi "al volere della piazza".
La partita si gioca secondo il legale sull’effetto sospensivo del ricorso, visto che il Municipio aveva reso immediato l’annullamento dell’incarico. Insomma, siccome il Municipio ha fissato il termine del 31 marzo per la scadenza dell'annullamento della nomina di Burgarella, lei, in attesa che il Consiglio di Stato si pronunci, è rimasta a casa. Mal si vede come possa riprendere a questo punto l'attività in futuro, visto che i rapporti con il suo datore di lavoro si sono fatti molto tesi.