POLITICA E POTERE
Congelate le misure anti-dumping. Lega: “E ancora raccontano storielle” PS: “I burattinai hanno vinto”
“Vergogna!”, questo il monito comune espresso dai due partiti in seguito alla notizia di sospendere il progetto di rafforzamento delle misure accompagnatorie agli accordi bilaterali

BELLINZONA – “Vergogna!”, questo il monito comune espresso da parte di Lega e PS in seguito alla notizia del congelamento degli accordi anti-dumping. Chi dà la colpa al solo PLR, chi la allarga agli altri membri del  ‘triumvirato’ (PPD e UDC), in entrambe i casi le conseguenze del congelamento vengono lette  - nei rispettivi comunicati che proponiamo integralmente in quanto segue – come nefaste per il Ticino, per cui, come segnalava lo stesso DFE, quanto deciso dal Consiglio federale oggi “rappresenta un segnale negativo”.

Lega: “Vergogna. E hanno ancora il coraggio di  raccontarci storielle sull’attenzione che ci riservano?”

Il Dipartimento federale dell’Economia, guidato dal PLR Schneider Ammann, ha fatto l’ennesimo disastro (altro che “buongoverno”, come amano ripetere alle nostre latitudini): la decisione odierna del Consiglio federale, e purtroppo non è un pesce d’aprile, di sospendere il progetto di rafforzamento delle misure accompagnatorie ai devastanti accordi bilaterali è un colpo bassissimo al nostro Cantone, che peraltro è stato coinvolto nei lavori preparatori.

Evidentemente i Consiglieri federali ed alti funzionari PLR, al di là delle parole di circostanza, rifiutano di rendersi conto della situazione drammatica in cui versa il Ticino a causa della libera circolazione delle persone senza limiti.

Al nostro Cantone viene dunque negato anche quel minimo di tutela che potevano fornire delle misure accompagnatorie potenziate: che non sono certo una panacea, e nemmeno una soluzione, ma un piccolo sollievo che il Ticino aveva tutto il diritto di pretendere.

La giustificazione addotta per il congelamento del progetto, ossia la procedura d’attuazione del nuovo articolo 121 a della Costituzione federale attualmente in corso (peraltro senza alcun risultato apprezzabile) è misera e non regge. La procedura in essere non ha alcuna influenza sull’attuale stato di cose. La libera circolazione delle persone è in vigore esattamente come prima del 9 febbraio 2014.

La Lega dei Ticinesi è sconcertata e scandalizzata da questo “pesce d’aprile” di pessimo gusto a danno dei lavoratori, degli artigiani e delle PMI ticinesi lasciati per l’ennesima volta allo sbaraglio dall’autorità federale.

 Il Ticino viene di nuovo sacrificato sull’altare di interessi altrui – segnatamente di ambienti economici dominati dai partiti storici - ad opera di un Dipartimento federale a guida PLR.

E poi i Consiglieri federali hanno ancora il coraggio di  varcare il Gottardo per venire a raccontarci patetiche storielle sull’attenzione che riserverebbero al nostro Cantone?

Il PS: “Le pressioni degli ambienti economici hanno colpito ancora”

C'era una volta...

...un progetto che andava nella direzione giusta. Serviva ad aiutare chi lavora in Svizzera, specie chi vive nelle regioni di frontiera. Serviva a proteggere i loro posti di lavoro e i loro salari. Serviva a difenderli dai ricatti, dai soprusi, dalla sostituzione con una manodopera ancora più disperata. Serviva a semplificare l'introduzione dei contratti collettivi, per dare a tutti gli stessi diritti. C'era un bel progetto. Ma oggi non c'è più.

E non c'è più perché il Consiglio federale lo ha preso e lo ha ficcato in un cassetto e, c'è da scommetterci, ce lo lascerà per un sacco di tempo. In sostanza, le misure anti-dumping sono state congelate a tempo indeterminato. Ma perché mai?

Oh, bella! Ma per il solito motivo tutto svizzero, che spiega anche perché sia così scadente la legislazione elvetica per la protezione del lavoro. Cioè a causa delle pressioni degli ambienti economici. Esatto: proprio i burattinai che, guarda un po', stanno dietro il patto UDC-PLR-PPD, annunciato proprio dai tre partiti a livello federale. E qua in Ticino lo conosciamo bene, visto che ne abbiamo avuto un assaggio a suo tempo col triciclo di Medeglia: stessa solfa, uguale uguale. Un patto che, senza una risposta da parte della popolazione, ce ne farà vedere ancora delle belle.

E poi qualcuno ha ancora la faccia di tolla di dire che la politica di questo Paese è troppo di Sinistra e che bisogna far fuori i Socialisti?

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