POLITICA E POTERE
Il Tribunale Federale cestina l'amnistia fiscale ticinese. Il PS: "Cancellato il premio agli evasori: giustizia è fatta!"
L'Alta Corte ha accolto il ricorso presentato dai socialisti contro il condono voluto da Governo e Parlamento che era stato approvato anche dal popolo lo scorso 18 maggio
BELLINZONA/LOSANNA - Il Tribunale Federale ha bocciato l'amnistia fiscale cantonale che era stata accolta dai ticinesi il 18 maggio scorso in votazione popolare. L'Alta Corte ha infatti accolto il ricorso inoltrato dal PS, per la precisione dalla capogruppo Pelin Kandemir, contro il provvedimento voluto da Consiglio di Stato e Gran Consiglio. I socialisti vincono così sul piano giuridico la battaglia che avevano perso con il referendum. L'amnistia, ricordiamo, prevedeva per chi avesse dichiarato il nero uno sconto del 70% su quanto sottratto al fisco negli ultimi dieci anni, oltre ovviamente al condono della multa. Governo e Parlamento ipotizzavano di incassare circa una trentina di milioni.Ad annunciare la notizia sono stati gli stessi socialisti con una nota stampa: "Giustizia è fatta! Il Tribunale Federale ha cancellato quel premio agli evasori che la maggioranza del Consiglio di Stato e del Gran Consiglio ha cercato di imporre andando manifestamente al di là dei limiti costituzionali. Si chiude così in bellezza questa brutta pagina, che ha visto una maggioranza politica oltrepassare intenzionalmente la soglia della decenza a favore di chi ha rubato soldi alla collettività. Un’operazione che un Governo e un Parlamento seri non avrebbero mai dovuto promuovere, visto che i problemi giuridici erano stranoti da sempre, ma che invece è andata avanti a colpi di maggioranza, contro la logica e contro le basi fondamentali della giustizia"."Il PS - prosegue la nota - è stato l’unico partito a dire da sempre NO a questo insulto alla parità di trattamento e oggi ottiene pienamente ragione. Il Tribunale federale, così facendo, bastona un certo modo di fare politica in uso nel nostro Cantone, quel modo che vede le maggioranze piegarsi di fronte agli interessi forti, andando addirittura oltre i limiti della carta fondamentale approvata dal popolo sovrano"."Il Partito Socialista - si legge ancora nel comunicato - ribadisce in questa occasione anche la sua posizione sul cosiddetto “fondo per il lavoro”, che sarebbe dovuto nascere con i soldi dell’amnistia fiscale. Il fondo è utile e quindi va creato comunque, se necessario facendo capo agli introiti derivanti dall’autodenuncia esente da pena in vigore da anni, senza condizionarne la realizzazione a un’operazione incostituzionale come la defunta amnistia fiscale. Come noi avevamo previsto, l’autodenuncia fiscale esente da pena, o mini amnistia fiscale federale, ha avuto successo. Infatti sono 440 le persone che l’anno scorso hanno fatto emergere i propri capitali occulti: quasi il doppio del 2013, per un totale di 780 milioni. Per il Ticino questo significa, a partire dal 2010, un introito per le casse pubbliche pari a 170 milioni. Questi soldi possono essere utilizzati anche per creare il “fondo per il lavoro” e sostenere l’occupazione in Ticino"."Immaginare invece di condizionare un intervento per il lavoro a un progetto ingiusto come l’amnistia cantonale, foriero di privilegi evidenti per pochi, che mai sarebbe dovuto essere presentato, sarebbe una beffa per chi si aspetta dalla politica interventi seri nel settore occupazionale, non ricatti politici a favore degli interessi di alcuni", terminano i socialisti.
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